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Federalismo fiscale: i riflessi sugli enti territoriali

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Il processo di devoluzione agli enti territoriali di funzioni e compiti politici e amministrativi, avviato fin dagli anni settanta dello scorso secolo, con l’istituzione delle regioni 5 , e ripresa venti anni più tardi, con le riforme Bassanini 6 , non è stato accompagnato dal riconoscimento di una decisa autonomia finanziaria, con la conseguenza che il sistema dei rapporti finanziari tra lo Stato e gli enti territoriali ha seguito il modello della finanza derivata 7 : seppur riconoscendo il ruolo del decentramento finanziario, questo era inteso in termini derivati rispetto a quello statale e realizzato in termini di autonomia finanziaria, ovvero in termini di autosufficienza delle risorse finanziarie trasferite agli enti territoriali. Al decentramento delle decisioni di spesa non ha corrisposto, infatti, un analogo decentramento delle decisioni di entrata, per cui le amministrazioni locali non sono state sufficientemente responsabilizzate nella gestione dei propri bilanci e il livello della spesa pubblica è lievitato con conseguente peggioramento dei saldi di finanza pubblica. La riforma costituzionale del 2001 che riconosceva agli enti territoriali piena autonomia finanziaria di entrata e di spesa, pur contemperando le istanze autonomistiche con le esigenze perequative e di unitarietà della Repubblica, è rimasta inattuata per molti anni, essendo falliti i diversi tentativi avviati in tal senso 8 . Il dettato costituzionale Capitolo I 3 5 La Regione è un “invenzione” repubblicana che, al pari di altre significative innovazioni istituzionali, è stata svalutata nelle fasi successive di attuazione della Carta Costituzionale. Quando, con ampio ritardo, (nel 1970, dopo più di vent’anni dall’entrata in vigore della Costituzione) si diede attuazione legislativa a tale ente, la tendenza politica ed economica dominante considerava lo Stato centrale quale strumento politico indefettibile nella produzione di servizi pubblici e nella realizzazione di condizioni di eguaglianza sostanziale. In questo senso Giovanardi A., L’autonomia tributaria degli enti territoriali, Milano, 2005: 35-36. 6 Ci si riferisce alla legge 15 marzo 1997, n. 59, “Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa” (cosiddetta Bassanini uno, dal nome del ministro proponente) e alla legge 15 maggio, n. 127 “Misure urgenti per lo snellimento dell’attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo” (cosiddetta Bassanini due). Le due leggi sono state ulteriormente modificate negli anni seguenti (legge n. 191 del 1998 e legge n. 50 del 1999, cosiddette Bassanini ter e quater) Tali provvedimenti sono anche denominati “misure di federalismo amministrativo” o “pacchetto Bassanini” 7 Cfr, Fiorentini L., op.cit.; 8 Si pensi all’istituzione, nel 2002, dell’Alta Commissione perla definizione dei meccanismi strutturali del federalismo fiscale (l. n. 289/02) e, successivamente, al mancato seguito del disegno di legge in materia di federalismo fiscale proposto nel 2007 nel corso nella XV legislatura, come si dirà meglio nel proseguo del presente lavoro.
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Federalismo fiscale: i riflessi sugli enti territoriali

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Informazioni tesi

  Autore: Lucia Petrocelli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi del Molise
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Paola Sabella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

FAQ

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addizionali
art. 117 cost.
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art 119 costituzione
enti locali
enti territoriali
federalismo fiscale
ici
irap
legge delega n. 42 del 5 maggio 2009
proposta calderoli
regioni, province, comuni
tributi locali

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