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Topografia medievale dell'isola di Procida (e della zona misenate-montese)

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3costituiva una fugace sosta in una terra dalle virtù prodigiose o, ancora meglio, una tappa inserita nell’itinerario per raggiungere la Terra Santa. 4 I primi contatti delle isole partenopee con la cultura ellenica si ebbero nell’età del bronzo (II millennio a. C.), quando la formazione di una società culturalmente aperta e dinamica favorì gli scambi ed i rapporti fra popolazioni anche di aree molto lontane. 5 Come dimostrano le suppellettili ritrovate a Polla, Paestum, Ischia e Vivara, a partire dal XVI secolo a.C. le isole e le coste dell’Italia meridionale rientrarono nelle rotte commerciali dei Micenei che, coerentemente al loro modello di sviluppo, realizzarono una fitta rete di rapporti tra mondo egeo e civiltà italiche. La presenza micenea nell’Italia meridionale divenne costante e la frequenza di questi traffici commerciali determinò un radicale sconvolgimento del sistema economico preesistente: ci fu un passaggio da un sistema economico a carattere rurale ad un altro aperto alla nuova dimensione dello scambio mercantile marittimo. I Micenei intendevano soprattutto migliorare la rete dei collegamenti commerciali che, partendo dalle Puglie, con approdi sulla costa calabra e nelle isole Eolie e Flegree, permetteva loro la supremazia nel Mediterraneo. In questa linea di traffici mercantili est-ovest si inserì l’isolotto di Vivara 6 , geologicamente collegato a Procida da un istmo sottomarino. Vivara, quindi, nel periodo compreso tra il XVI e il XIV secolo a.C., fu un approdo preferito a Procida e subì, prima di questa, un processo insediativo che ribaltava il rapporto gerarchico ora esistente fra le due isole. Alla grande ricchezza di testimonianze della vivace evoluzione urbana di 4 Cfr. Itinerarium Bernardi Monachi Franchi, in Itinera Hierosolomitana et descriptiones Terrae Sanctae etc., edd. T. Tobler e A. Moliner, 1, Genevae 1880, pp.309-320. “Gli arrivi e i paesaggi attraverso gli strati dell’Italia Meridionale, pur nella varietà della loro composizione etnica e politica, confermano la tesi della funzione mediatrice tra Oriente e Occidente che essa svolge durante il Medioevo. Vi si giungeva per due vie: dalla strada adriatica che portava ai porti pugliesi e, attraverso il passo del Piano delle Cinquemiglia, a Capua, oppure da Roma per la via Appia fino a Capua. Da questa città partiva la via Campana, ancora oggi riconoscibile, diretta a Pozzuoli”, così C. Russo Mailler, op.cit.,p. 142. 5 Cfr. B. D’Agostino, La Campania nell’età del Bronzo e del Ferro, Atti della XVII riunione scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Firenze 1975. 6 Sull’ argomento si veda: J. Beloch, Campania, Napoli 1989, pp.13-18; Napoli antica, catalogo della mostra, Napoli 1985, pp. 35, 50. Nel volume sono inoltre schedati moltissimi resti ceramici provenienti da Vivara.
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Topografia medievale dell'isola di Procida (e della zona misenate-montese)

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Edwige De Simone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  Facoltà: Lettere
  Corso: Conservazione dei Beni Culturali
  Relatore: Federico Marazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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