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Topografia medievale dell'isola di Procida (e della zona misenate-montese)

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4Vivara in questo periodo storico, corrisponde una quasi totale assenza di notizie su coevi insediamenti a Procida. Questo indurrebbe a pensare che Vivara, poiché territorialmente meno estesa di Procida, fosse più adeguata alle necessità e ai modelli insediativi dei Micenei. In seguito, a partire dal XII secolo a.C., il quadro economico muta con la riduzione della presenza egea nelle isole, il loro progressivo indebolimento economico e lo spopolamento di Vivara. Se presenze umane databili intorno al XV secolo a.C. sono state accertate in varie zone del territorio flegreo, è a partire dall’VIII secolo a.C. che l’area subisce la principale trasformazione territoriale, divenendo cuore della colonizzazione greca in Campania. Inizialmente ne furono interessate le isolette costiere 7 ; non abbiamo testimonianze concrete che ci possano far ricostruire la situazione procidana in questo contesto, ma possiamo ipotizzarla direttamente collegata con quella ischitana, con un territorio quasi del tutto spopolato e pochi, piccoli insediamenti agricoli concentrati lungo la costa. Procida, benché citata raramente ed in modo contrastante nei testi dell’epoca 8 , essendo così vicina a quell’area che i Romani chiamarono “Coppa d’Oro”, risentì quasi certamente del benessere di quest’ultima. È molto probabile, infatti, che l’isola sia stata abitata stabilmente dai Romani che la ricordano come “luogo di delizie” per la fertilità della sua terra e la squisitezza dei suoi frutti. A partire dal III secolo d.C. si registrò in Campania, come in tutta l’Italia meridionale, una profonda crisi economica, provocata dalla più generale crisi politica della struttura economico-amministrativa romana. Anche le isole furono coinvolte in questa situazione di decadimento. L’interruzione dei collegamenti commerciali e le prime invasioni dei barbari, Visigoti e Vandali, impedirono ogni rapporto con la terraferma. Procida, in questo periodo, risulta dipendente dalla Ducea napoletana, successivamente chiamata “Liburia Ducale”, che si estendeva 7 J. Beloch, op.cit. 8 Per alcuni autori l’isola in questo periodo è famosa per la fertilità del suolo; altri invece, come Stazio, per descrivere l’isola usarono l’aggettivo di “aspera” o “inculta”; Giovenale la dichiara “misera e solitaria dimora”.
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Topografia medievale dell'isola di Procida (e della zona misenate-montese)

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Edwige De Simone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  Facoltà: Lettere
  Corso: Conservazione dei Beni Culturali
  Relatore: Federico Marazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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