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Topografia medievale dell'isola di Procida (e della zona misenate-montese)

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5da Cuma al Vesuvio, comprendendo anche le isole. Con l’espansione della Ducea, la zona flegrea venne divisa nei due comitatus di Pozzuoli e Cuma. A quest’ ultimo appartenne l’isola di Procida che, già devastata dalle incursioni dei barbari, cominciò a subire le prime incursioni saracene 9 . Queste devastarono nell’845 d.C. la città di Miseno, i cui abitanti, per volontà del duca di Napoli, si rifugiarono a Procida, ritenuta più sicura per la presenza della rocca della Terra da cui si aveva il controllo sul mare. Quindi la nostra isola, anche se per un breve periodo, divenne un punto di riferimento per le popolazioni che abitavano le coste circostanti, ormai abbandonate. Ben presto anche Procida fu soggetta alle devastanti incursioni barbare e anche qui tale presenza provocò una radicale trasformazione del paesaggio. Le case rurali sparse nella campagna e quelle sulle spiagge, furono presto abbandonate e la popolazione avvertì l’esigenza spontanea di rifugiarsi sull’unico punto naturalmente difeso: la Terra. Nel periodo alto-medievale si assiste ad una serie di fenomeni complessi ed articolati che portano ad un nuovo regime di potere, nel quale la Chiesa viene a definirsi quale fulcro della vita politica. In termini generali, a Procida, si assiste al progressivo degrado dell’economia mercantile, resa impraticabile dalla persistenza delle incursioni determinate dalla avanzata mussulmana 10 . È rilevante, durante questa fase storica, la funzione organizzativa delle grandi abbazie, specialmente benedettine, e dei centri monastici basiliani ai fini della 9 G. Cassandro, Il ducato bizantino, in Storia di Napoli, Napoli 1969, vol. II, tomo I; M. Parancandolo, Procida dalle origini ai tempi nostri, Benevento 1893, pp. 144-150; E. Pontieri, Baia nel medioevo, in “Archivio Storico per le Province Napoletane”, XV. Per notizie sulle incursioni saracene nel mezzogiorno cfr. N. Cilento, L’Italia meridionale longobarda, II ed. riveduta e accresciuta, Milano/Napoli 1971. 10 M. Barba/ S. Di Liello/ P. Rossi, Storia di Procida, Napoli 1994, p. 168. Con la conquista saracena, iniziata nell’ 827, soprattutto in Sicilia e anche nell’ Italia meridionale, sono introdotti nuovi tipi di colture derivanti dalla presenza araba; “Si apre un periodo di innovazioni tecniche e colturali particolarmente fruttuoso, con lo sviluppo di nuovi insediamenti e di importanti opere idrauliche ed irrigue, e con l’ introduzione o diffusione di nuove colture, come quelle del riso, del pistacchio, della canna da zucchero, e particolarmente degli agrumi e di molte piante officinali e da giardino: tutti processi che, ancora oggi, hanno lasciato larghe tracce della terminologia agricola araba nelle parlate della Sicilia, e di qui sovente, per l’ Italia tutta”.
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Topografia medievale dell'isola di Procida (e della zona misenate-montese)

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Informazioni tesi

Autore: Serena Edwige De Simone
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2006-07
Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
Facoltà: Lettere
Corso: Conservazione dei Beni Culturali
Relatore: FedericoMarazzi
Lingua: Italiano
Num. pagine: 122

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