World exposition Shanghai 2010: ''Better city better life'' - Catturati da una scia

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8nuove architetture. Con Parigi 1867, il concetto di universalità si lega indissolubilmente alle esposizioni, quando da fiere industriali e commerciali, si trasformano in panoramica sulle culture e le società mondiali che entrano in contatto attraverso gli scambi economi- ci e le conquiste coloniali. Una volta che i paesi partecipanti vedono l’esposizione come luogo di rappresentanza e di comunicazione della propria identità nazionale, questi nuovi e grandi eventi assumono una portata e una legittimità internazionale e diventano strumenti di contatto, interazione, cooperazione. Nel 1906, fu la volta di Milano che ospitò un’Esposizione incentrata sul tema dei trasporti per festeggiare l’apertura del traforo del Sempione, un’opera eccezionale per l’epoca se si pensa che con i suoi 19.803 metri era il più lungo del mondo. Il 1928 invece segna una svolta nel mondo delle esposizioni: dal 1851, in Europa e negli Stati Uniti si susseguono a ritmo quasi frenetico una ventina di esposizioni, per cui alcuni paesi sentono la necessità di darvi una cadenza, in un quadro di azione regolamentato. Ed è proprio intorno a questi obiettivi che viene redatta la Convenzione di Parigi,con la quale nasce il Bureau Interna- tional des Expositions. Con la ratifica della Convenzione nel 1928, 31 paesi conferiscono a questa nuova organizzazione internazionale con il mandato di regolamentare questi grandi eventi e di vegliare alla loro missione di promozione dell’educazione del pubbli- co, di protezione dei valori di progresso e di apertura all’intera comunità internazionale. Il ventesimo secolo vede dunque un “inquadramento” delle esposizioni che diventano un vero e proprio ponte fra politica, economia e cultura. L’esposizione del 1939 di New York inaugura questa nuova era. Su invito del Presidente Roosevelt, 58 paesi partecipano a questa esposizione, dove l’aspetto multiculturale e etnografico lascia spazio al design industriale e ai nuovi prodotti di consumo di massa che trasformeranno la società. Naturalmente, anche il divertimento ha il suo ruolo, che non solo è importante, ma che è parte della didattica delle esposizioni: si inventano nuovi modi di fare spettacolo per soddisfare un pubblico che desidera “vivere l’esposizione”, immergendosi in suoni, immagini e scambi umani. Si abbandona il tono un po’ pedante del secolo precedente a favore di un approccio più dinamico e multidimensio- nale. Il dopoguerra ci porta a Bruxelles: siamo nel 1958, si inaugura la ricostruzione nell’era dell’atomo. Una città artificiale di 200 ettari mette in risalto un nuovo umanesimo guidato

Anteprima della Tesi di Lucia Valentina Malta

Anteprima della tesi: World exposition Shanghai 2010: ''Better city better life'' - Catturati da una scia, Pagina 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Architettura

Autore: Lucia Valentina Malta Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

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