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Varietà dialettali tra Piave e Livenza. Il liventino: profilo linguistico e confini.

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3. PROFILO LINGUISTICO DEL LIVENTINO Il profilo linguistico sarà tracciato in tre sezioni riguardanti rispettivamente la fonologia, la morfologia e la sintassi, e di ognuna saranno analizzati solo gli aspetti considerati interessanti per gli scopi della tesi. In particolare il settore del lessico non sarà trattato in questo lavoro, ma nella descrizione delle singole parlate liventine prese di volta in volta in esame si faranno alcuni accenni, qualora lo si riterrà significativo 9 . 3.1 Fonologia Sarà descritto il sistema fonologico del liventino, prima quello vocalico, poi quello consonantico. La descrizione comprenderà alcune informazioni sui processi diacronici, con lo scopo di rendere conto dello stato attuale del sistema e degli elementi comuni e distintivi rispetto alle altre parlate venete. 3.1.1 Sistema vocalico Il repertorio fonologico vocalico del liventino corrisponde a quello dell’italiano e degli altri dialetti veneti 10 e consiste in 7 vocali, cioè: /i/, /e/, /ε/, /a/, /ø/, /o/, /u/, come si vede in tabella 1. Come in ogni dialetto veneto, non esistono vocali anteriori arrotondate del tipo di [y] e [œ] 11 , presenti nei dialetti gallo-italici e in alcune varietà ladine, né vocali centrali sul tipo di [əә] presenti nei dialetti meridionali o sul tipo di [ǎ] presente nel ladino. Mancano fenomeni di palatalizzazione di /a/, tipici dei dialetti ladini 12 , e di 10 9 Come si può dedurre già dalla definizione della sottovarietà, non esiste evidentemente un “lessico liventino”, se non inteso come intersezione e unione di più repertori caratteristici di macrovarietà più estese. È arduo d’altronde effettuare una suddivisione delle parlate venete su base lessicale, ma si può affermare che per il liventino ‘standard’, anche se appartenente al gruppo trevigiano-feltrino-bellunese, la base lessicale sia veneziana (quindi in parte panveneta), ma che esistano influenze dal bellunese, dal friulano, e in parte anche dal veneto centrale. Si riscontrano poi varianti lessicali interne allo stesso tipo liventino, legate alle diverse zone di interferenza, come si vedrà. 10 Il dialetto bisiacco ha un sistema fonologico a 5 vocali. 11 In realtà c’è un’eccezione: si sono riscontrati tali suoni nella parlata bellunese di Lamon (BL). 12 A parte qualche caso nel feltrino, in cui si ha 'a > 'ε per condizionamento palatale: ['skεN] “scagno”, [kal'kεN], pl. di [kal'kaN] (Migliorini-Pellegrini 1971, Intr., p. XVII, cit. da Zamboni 1974, p. 55).
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Informazioni tesi

  Autore: Licia Barbarotto
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere
  Corso: Linguistica
  Relatore: Laura Vanelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 177

FAQ

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