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La Corte Speciale di Giustizia in Mantova: il reato di alto tradimento nel Regno Lombardo-Veneto (1854-1857)

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CAPITOLO 1. IL CODICE PENALE AUSTRIACO DEL 1803 15 risolto sulla base della certezza del diritto: infatti, ` e proclamato il principio della legalit` a del diritto penale, escludendo cos` ı ogni arbitrio del magistrato e avvertendo che la pena dovr` a essere commisurata entro limiti edittali e sulla base di circostanze rigidamente precostituite. Inoltre, seguendo in questo gli in- segnamenti di Beccaria, la pena avrebbe dovuto essere proporzionale al delitto, personale e pubblica. Ma gli enunciati teorici garantistici e moderati della spie- gazione di Francesco II e dell’introduzione del Codice, vengono smentiti dal durissimo sistema delle pene: come era accaduto nella codificazione di Giuseppe II, anche in questo caso il durissimo carcere si risolve in una “pena di morte diluita nel tempo” [Cavanna, 2005]. La pena non viene considerata educativa ma preventiva, in modo che la sua proporzionalit` a con il delitto commesso viene parzialmente dimenticata: la gravit` a dell’offesa passa in secondo piano rispetto alla sicurezza pubblica dello Stato; in pi` u, la pena ha ancora la funzione di un “castigoesemplare”elarieducazionedelcolpevolevieneprevistasolonelcasoin cui ne sia stato provato il suo reale pentimento. ` E da notare, per` o, che rispetto all’epoca precedente la Rivoluzione Francese, in cui la pena di morte veniva applicata anche per reati non gravi (come i furti) ed era eseguita infliggendo al condannato feroci supplizi, nel nuovo codice non si prevedono inasprimenti, a differenza di quanto stabilito per il carcere. LasezioneproceduraledelCodicesollecitaulterioriconsiderazioni. Adesem- pio, nel processo descritto dal Codice del 1803 sono presenti numerosi aspetti garantistici nei confronti dell’imputato: il dovere, da parte della magistratura giudicante, di proteggere la reputazione degli individui che, all’inizio sospet- tati di un delitto e sottoposti ad inquisizione, ne siano poi stati prosciolti per mancanza di indizi; la necessit` a, durante l’arresto e la custodia dell’imputato e limitatamente a tutto quanto pu` o impedirne la fuga, di salvaguardanrne in ogni caso l’onore e la persona; la descrizione del carcere, che deve essere “abbastanza lucida, e ventilata, ed aver tanto spazio, quanto basti al carcerato per muovere i passi. Deve poi essre asciutta, monda, e generalmente in tal modo costrutta, che il carcerato non sia esposto ad alcun pericolo nella salute, n` e ad alcun al- tro patimento fuori di quello, che seco porta necessariamente il dover assicurarsi dellasuapersonaedimpedirglilafuga”(§308). Ilsistemadellaprovalegale poi, sulla quale si basa tutta la procedura penale del 1803, se depurato dalla tortura e dalla pena straordinaria e quando venga applicato in un contesto che limiti i poteri del giudice, diviene uno strumento talvolta assai valido di salvaguardia per l’imputato, in molti casi pi` u dell’altro sistema basato sul libero convinci- mento del giudice. Anche in questo caso, per` o, un aspetto in particolare riesce in parte a vanificare l’impronta illuministica e liberale del codice: la possibilit` a della tortura per estorcere la confessione all’imputato, bench` e il §401 dichiari che “la confessione in qualunque modo costretta o carpita, non pu` o considerarsi come una prova legale”. I §§363–365 prevedono il castigo a pane ed acqua, e successivamente a colpi di bastone 10 , per gli imputati colti a simulare una al- terazione di mente; per gli imputati che, dopo una reiterata ammonizione al castigo, persisteranno nel loro “ostinato silenzio” (§364); infine, per quell’inter- rogato che “si conduce maliziosamente durante il costituto con modi indecenti, ed offensivi, o quando coll’addurre una circostanza riconosciuta manifestamente falsa ha studiato di protrarre l’inquisizione, o d’indurre in errore il giudizio, e 10 “[...] di tre in tre giorni, cominciando con dieci colpi, ed accrescendo ogni volta il numero di cinque, finch` e si arrivi al numero di trenta” (§363).
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La Corte Speciale di Giustizia in Mantova: il reato di alto tradimento nel Regno Lombardo-Veneto (1854-1857)

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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Zanasi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia moderna
  Relatore: Leonida Tedoldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 278

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