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La Corte Speciale di Giustizia in Mantova: il reato di alto tradimento nel Regno Lombardo-Veneto (1854-1857)

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CAPITOLO 1. IL CODICE PENALE AUSTRIACO DEL 1803 9 icasse esclusivamente ai reati di alto tradimento, non era una novit` a in Italia: si vedr` a che il precedente pi` u importante era costituito dai processi che avevano coinvolto la Carboneria bresciana nel 1820-21, sfociati nelle condanne di Con- falonieri,PellicoeMaroncelli; inquelcaso,laleggepenale,anchesesottopostaa pressioniedistorsionidiognigenere, “incondizionicritiche, addiritturaestreme (la sua applicazione nei giudizi statari, i Tribunali Speciali), ove dirompente era il contrasto tra Stato di diritto e ragione di Stato”, come sottolineato da Cassi [Cassi, 2006] aveva superato la prova. Dopo quanto ` e stato spiegato fin qui, prima di introdurre la Corte Speciale di Giustizia e i suoi processi, ` e neces- sario esporre brevemente le caratteristiche del Codice Penale che si trov` o ad applicare, concentrandosi sugli articoli di diretto interesse della Corte, i suoi precedenti e infine la parentesi politica rappresentata dallo stato d’assedio dopo il 1848; senza questi elementi, infatti, rimarrebbero senza spiegazione i motivi della eccezionalit` a del tribunale mantovano nel contesto giuridico del Regno Lombardo-Veneto. 1.1 Le leggi, le interpretazioni e le fonti Il Codice Generale Dei Delitti e delle Gravi Trasgressioni Politiche fu il frutto diunaelaborazionepi` uchedecennale, dapartediunnucleodiespertidilegisla- zione(altifunzionari, magistrati, dottiprofessori, cheeranocresciutiprofession- almente nell’ambito dell’assolutismo illuminato di Maria Teresa e Giuseppe II), nominati su commissione prima di Leopoldo II e poi di Francesco I: si trattava di giuristi chiamati ad elaborare una nuova soluzione penale, aggiornandola al cambiamento dei tempi e salvaguardando l’assetto socio-politico dell’Impero. Nelleprimepagine,FrancescoIIriassumebrevementeilcontenutodelCodice e il lungo lavoro di riflessione e preparazione che aveva preceduto la sua pro- mulgazione, ponendo l’accento sugli obiettivi che si era proposto e sulle novit` a rispetto alle codificazioni precedenti, che avevano bisogno di un ammoderna- mento. Essendo Noi persuasi, che alla Legislazione in generale, ma specialmente a quella, che riguarda la punitiva giustizia, debba procurarsi una mag- gior perfezione, secondo l’esperienza avuta dalle leggi esistenti, secondo il progresso delle cognizioni, e della coltura de’ Popoli, e secondo il cambia- mento delle circostanze, Ci siamo determinati [...] a pubblicare un nuovo Codice sui Delitti, e sulle Gravi Trasgressioni di Polizia. [...] Prima d’ogni altra cosa, fu Nostra cura che vi fosse una esatta linea di confine tra i delitti, e le gravi trasgressioni di polizia, e che in questa importante decisione non avesse luogo alcun arbitrio. L’imperatore continua esponendo la necessit` a, in cui si era trovato per “mo- tivi preponderanti”, di introdurre nuovamente la pena di morte, anche al di fuori del giudizio statario. Infatti, l’imperatore Giuseppe II, predecessore di Francesco II, seguendo apparentemente i consigli della filosofia illuminata, ma obbedendo in pratica ad una precisa volont` a utilitaristica e assolutistica 2 , era 2 Cavanna riporta il giudizio del cancelliere Kaunitz, secondo il quale “Sua Maest` a nel- l’abolire la pena di morte non ha punto riguardo ai principi dei moderni filosofi [...]. Il nostro sovrano ha consultato soltanto la sua persuasione, che il castigo che vuole sostituito alla pena di morte sia pi` u sensibile di questa per la durata, e perci` o pi` u proprio ad incutere terrore ai malviventi” [Cavanna, 2005].
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La Corte Speciale di Giustizia in Mantova: il reato di alto tradimento nel Regno Lombardo-Veneto (1854-1857)

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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Zanasi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia moderna
  Relatore: LeonidaTedoldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 278

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