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L'attualità del Grande Crollo degli anni Trenta

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12 In Europa la situazione era diversa, in U.K. con la I Guerra Mondiale, si incominciò ad abbandonare il liberismo in seguito all’introduzione nel 1915 dei dazi su alcuni prodotti agricoli e industriali essenziali. Furono introdotte misure di circoscrizione nel liberismo nell’ambito dei rapporti di lavoro, imponendo da parte dello Stato salari decorosi e dignitosi; l’economia di guerra incominciava a mutare la struttura dell’industria con larga impostazione di produzione in serie, introducendo modifiche nelle forme di organizzazione del lavoro. Inoltre la guerra incise in modo negativo sull’export classico di U.K. a livello mondiale come nel tessile, carbone, prodotti siderurgici, questa fu una delle principali sorgenti della crisi strutturale negli anni Venti, dando luogo a disoccupazione di massa di lunga durata che produrrà principali tensioni sociali. I dazi protezionistici, sarebbero stati abbandonati nel corso degli anni Venti, per essere ripresi dopo la “Grande Crisi” del 1929. La I Guerra Mondiale diede impulso al delinearsi del “Welfare-State” sotto forma di meccanismi di copertura rischi come quello della forzata inattività, malattia o vecchia, l’ambito di applicazione si estese in particolare nel periodo tra le due guerre, finanziato con imposte e tasse generiche. Nell’Inghilterra degli anni Venti, l’inflazione alla quale era stata costretta a ricorrere per finanziare lo sforzo bellico era inferiore a tutte le altre potenze del continente. Nel 1925 il ruolo internazionale di Londra si era consolidato ex-ante alla “Grande Guerra”, in questo periodo i prezzi dei manufatti inglesi non erano più competitivi sul mercato internazionale. Le esportazioni avevano fatto la fortuna dell’Inghilterra Vittoriana, la responsabilità andava imputata ai salari elevati, questo implicò un lungo braccio di ferro tra la classe operaia e blocco industriale-finanziario che caratterizzò l’intero periodo tra le due guerre, per essere sospeso nel corso del II Conflitto Mondiale. All’inizio degli anni Venti la disoccupazione venne interpretata come un fenomeno congiunturale legato al caos del dopoguerra e che la ripresa del commercio internazionale l’avrebbe fatta sparire per incanto. L’indennità di disoccupazione che ex-ante alla guerra copriva più di 3 milioni di lavoratori, venne estesa a tutti i salariati in possesso di un reddito inferiore alle cinque sterline settimanali, con esclusione dei domestici, agricoltori e impiegati statali; i salari elevati furono messi sotto accusa, perché dovevano decrescere proprio per uscire dalla crisi. Alla vigilia del giovedì nero di “Wall Street” si insediò un II Governo Laburista diretto da Mcdonald e con Snowden nuovamente cancelliere dello scacchiere, di fronte a questa crisi economica mondiale i dirigenti governativi laburisti apparivano disorientati: “E’ crollato dovunque, perché doveva crollare” ribadì MacDonald
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L'attualità del Grande Crollo degli anni Trenta

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Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Settembre
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Pietro Cafaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 264

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