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Declinismo. Il dibattito sul declino degli Stati Uniti tra la fine della guerra fredda e l'inizio dell'era post-bipolare.

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12 La guerra fredda non veniva trascesa dalla nuova collaborazione bipolare, ma terminava con il collasso e la successiva implosione di una delle due parti. Nella sfida per l‟egemonia globale, uno dei due grandi modelli universalistici si rivelava perdente. […] Assieme al modello sovietico crollava anche l‟impero che in suo nome era stato costruito. Rimaneva in vita, invece, un impero statunitense, affatto ortodosso per la sua natura e viepiù deterritorializzato 21 . Si poneva dunque, dopo il “crollo” del 1989, un grandissimo interrogativo sulla nuova architettura del sistema internazionale e sul ruolo che in esso avrebbero avuto gli Stati Uniti, l‟unica superpotenza rimasta. Trionfalismo e pessimismo si alternavano in un contesto ancora non delineato. Tra le diverse proposte interpretative di fine anni Ottanta, si erano fatte largo alcune teorie dette “decliniste”, che prefiguravano un mondo in cui la potenza americana avrebbe avuto sempre maggiore difficoltà ad affermare la sua leadership e avrebbe infine ceduto il passo a nuove potenze in ascesa. Accanto ad esse un rinnovato vigore per le teorie idealiste che vedevano nella fine della guerra fredda, la “fine della storia in quanto tale”22, ed ebbero effettivamente una grande presa in quegli anni. La storia era davvero finita con il trionfo del “mondo libero”? O si aprivano le porte per un mondo attraversato da nuovi conflitti senza la stabilità del bipolarismo? Scriveva il realista Samuel Huntington nel 1989 sulle pagine di The National Interest, La fine della guerra fredda non significa la fine della rivalità politica, ideologica, diplomatica, economica, tecnologica o anche militare tra le nazioni. Essa non significa la fine della lotta per il potere e l‟influenza. Molto probabilmente essa significa crescente instabilità, imprevedibilità e violenza negli affari internazionali. Essa potrebbe significare la fine della “lunga pace”23. Non si tratterebbe secondo questa impostazione della fine della storia ma di un (decisamente meno trionfale per gli Stati Uniti) “ritorno alla storia”. 21 Del Pero, M.: Libertà e impero, cit. p.396. 22 Fukuyama, F. (1989): The End of History? In The National Interest; Summer, n. 16. 23 Huntington, S.P.(1989): No Exit: the Errors of Endism in the National Interest, Fall, n. 17, p. 6.
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Declinismo. Il dibattito sul declino degli Stati Uniti tra la fine della guerra fredda e l'inizio dell'era post-bipolare.

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Informazioni tesi

Autore: Luigi Serra
Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
Anno: 2008-09
Università: Università degli Studi di Perugia
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Relazioni internazionali
Relatore: ValterCoralluzzo
Lingua: Italiano
Num. pagine: 208

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