Declinismo. Il dibattito sul declino degli Stati Uniti tra la fine della guerra fredda e l'inizio dell'era post-bipolare.

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15 amministrazione. Appena eletto Reagan nominò trentatré membri della lobby anticomunista denominata “Comitato sul pericolo odierno” (Committee on the Present Danger – CPD), in cui si erano riuniti i pensatori neoconservatori i quali, preoccupati dalle posizioni di apertura verso l‟URSS di Jimmy Carter, quattro anni prima avevano lanciato una campagna contro il “pericolo sovietico”30. Questo ritorno alla competizione con Mosca e con l‟ideologia che rappresentava, fu accompagnato da una retorica “eccezionalista”, che sottolineava la missione degli USA portatori di valori nel mondo. [Gli USA] dovevano […] abbandonare le cattive lezioni del decennio precedente e tornare a guardare alla loro storia e alla loro tradizione: sfidando l‟invasiva e insana presenza di una mano pubblica che assopiva gli intelletti, inibiva la libera iniziativa e deresponsabilizzava il singolo; affidandosi ai meccanismi di mercato, nella ragionevole speranza che essi avrebbero permesso agli USA di uscire dalla crisi; rilanciando il sano anticomunismo della prima guerra fredda; mantenendo l‟enfasi “carteriana” sulla moralità e sui diritti umani, ma declinandola ora in una chiave precipuamente antitotalitaria e antisovietica; […] per affermare che quello sovietico era un sistema destinato al fallimento31. Un saggio di questa retorica del presidente (non a caso soprannominato “il grande comunicatore”), incentrata sulla rappresentazione, piuttosto manichea, di un mondo in cui agivano “forze del bene” e “forze del male”, possiamo trovarlo nel celebre discorso, tenuto nel 1983 durante un incontro di evangelici, in cui Reagan dipinse l‟Unione Sovietica come “l‟impero del male”: […] non scenderemo mai a compromessi sui nostri principi e la nostra etica. Non rinunceremo mai alla nostra libertà. Non abbandoneremo mai la nostra fede in Dio. E non interromperemo mai la ricerca di una pace genuina. Ma non possiamo assicurare nessuna di queste cose che l‟America rappresenta attraverso il cosiddetto “congelamento” nucleare proposto da qualcuno. […] La realtà è che dobbiamo 30 Lobe, J.; Oliveri, A. (2003): I nuovi rivoluzionari. Il pensiero dei neoconservatori americani [Milano], Feltrinelli, pp. 13-16. 31 Del Pero, M.: Libertà e impero, cit. p. 379.

Anteprima della Tesi di Luigi Serra

Anteprima della tesi: Declinismo. Il dibattito sul declino degli Stati Uniti tra la fine della guerra fredda e l'inizio dell'era post-bipolare., Pagina 15

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luigi Serra Contatta »

Composta da 208 pagine.

 

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