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Insegnamento dell'italiano L2 nella scuola primaria: metodologie, progetti e applicazioni

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non irrilevante di una storia di migrazioni che coinvolge direttamente il nostro paese. Con un precedente già nel ‘500 (epoca in cui la Controriforma aveva diffuso l’arte Barocca nell’Europa Centro-Orientale, attirando architetti ed artisti Italiani nelle zone di recente conquista cattolica e annesse all’Impero Asburgico) la manodopera specializzata dell’800 penetra nella terra straniera senza gli allarmismi e il senso di ostilità da parte degli indigeni, più propensi alla “colonizzazione” da parte di etnie latine piuttosto che alla più minacciosa ideologia panslavista 8 . Si tratta in questo caso di un’emigrazione di tipo fondamentalmente diverso, che coinvolge non tanto famiglie quanto lavoratori singoli impiegati nelle industrie e nell’agricoltura, provenienti da aziende del nord-est in forte espansione. Anche in tempi più recenti possiamo comunque trovare un corrispondente di intensità simile negli ingenti investimenti di aziende italiane all’Estero e in particolare in quei paesi che consentono di contenere il costo della manodopera – Europa dell’Est in primis – realtà che però va ridimensionandosi a proposito della Romania dove i salari medi, molto bassi rispetto alla media europea (circa 380 euro mensili secondo gli ultimi rilevamenti 9 ), sono comunque in crescita costante. Per quanto riguarda l’immigrazione romena in Italia negli anni ’80 dobbiamo riferirci al programma politico di Caecaescu e soprattutto all’industrializzazione massiccia, che ha portato all’estinzione di circa 7000 9 8 Antonio Ricci, “L’immigrazione italiana in Romania tra il XIX e il XX secolo” in Per una società multiculturale, Liguori Editore, Napoli, 1995 9 Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica Ins, i romeni hanno guadagnato nel mese di ottobre uno stipendio medio di 1.327 lei. Si tratta una crescita del 2,4% (31 lei) rispetto al mese di settembre, con un ritmo di crescita fermato al 22,4%. Un passo avanti, secondo gli esperti, anche se in realtà il ritmo annuale di crescita degli stipendi è ancora troppo alto rispetto alla produttività del lavoro nel settore industriale, di circa 8,4% nei primi nove mesi dell'anno. Questo nonostante gli ultimi numerosi avvertimenti della Banca centrale, secondo la quale il mantenimento di un ritmo sostenuto di crescita degli stipendi che sorpassi le cifre registrate sul versante produttività del lavoro, crei inevitabilmente disequilibri nell'economia e metta pressione sull'inflazione. http://www.balcanionline.it http://www.wall-street.ro
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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Federico
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della Formazione Primaria
  Relatore: Raimonda Morani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 153

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