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Lo psicodramma classico: esercizio di creatività e di incontro con l'altro per la crescita personale

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6 ragionevoli che può ancora salvarsi, si accetta il suo delirio: gli si fa apparire un angelo vestito di bianco, con una spada in mano, che dopo una severa esortazione gli annuncia che i suoi peccati gli sono perdonati 13 Il seguente caso è, forse, ancora più esemplificativo: un gruppo di persone che si erano rese pallide e si erano vestite come dei morti, entrano nella sua camera, preparano una tavola, fan portare i piatti e si mettono a mangiare e bere davanti al letto. Il morto, affamato, guarda; ci si stupisce che resti a letto; lo convincono che i morti mangiano proprio come i vivi. Egli si adatta molto volentieri a questa usanza 14 . Questo è dunque un procedimento con cui non si tratta semplicemente di continuare il delirio, ma di continuarlo per portarlo a termine, introducendovi, a tale scopo, degli elementi che lo conducano inevitabilmente alla crisi e quindi alla risoluzione, ossia è un procedimento con cui: Senza urto né rottura la realtà può continuare il sogno, colmarne le lacune, confermarlo nella sua precarietà e portarlo a conclusione. 15 Le analogie esistenti tra la tecnica della realizzazione teatrale del delirio e i procedimenti propri dello psicodramma sono evidenti. Innanzitutto, vediamo che, come accade in psicodramma, anche con la tecnica della realizzazione del delirio si ha per prima cosa ciò che qui definiamo come “l’apparente accettazione del mondo psicotico”, con cui il medico evita di approcciarsi al malato partendo da un’imposizione della propria realtà e lascia invece che questo sia inizialmente libero di manifestare la sua visione del mondo, ma, proprio come lo psicodrammatista attuale, chiedendo ai propri collaboratori di assumere un comportamento adeguato a quest’ultima, in modo da farla diventare “realtà concreta”. Poi, sempre coadiuvato dai suoi collaboratori, introduce in questa realtà degli elementi nuovi, che inducano il paziente a modificare le proprie percezioni in maniera più adeguata alla realtà oggettiva. Del resto, tra le due tecniche ci sono anche importanti differenze. Tra esse, il fatto che, ogni qual volta sia possibile, con lo psicodramma si fa in modo di rendere il paziente consapevole del fatto che quella che sta esprimendo non è la realtà oggettiva ma la propria soggettività, in una condizione di messa in scena e dunque di semirealtà 16 , mentre nella realizzazione teatrale del delirio il paziente ignora di trovarsi in tale condizione e dunque crede che tutto stia accadendo sul serio. Ma soprattutto è da tenere presente che in realtà la tecnica della realizzazione teatrale del delirio non era affatto considerata un trattamento di tipo psicologico, così come a noi sembrerebbe e così come è considerato lo psicodramma. Infatti, nel mondo medico il concetto di trattamento psicologico della malattia mentale fa la sua comparsa solo alla fine del Settecento, con l’affermarsi della concezione della malattia mentale come colpa morale e quindi con l’affermarsi dell’idea che il malato di mente sia responsabile del suo stato e dunque da punire e rieducare, in maniera da riportarlo sulla retta via, che ha come conseguenza la messa a punto, a cura del medico francese Pinel, operante prima a Bicêtre e poi alla Salpêtrière 17 , dello strumento adatto a ciò e di cui si è brevemente 13 FOUCAULT M. (19..),cit., p. 274. 14 HULSHORFF, Discours sur les penchants, cit. in FOUCAULT M. (19..),cit., p. 275. 15 Ibidem, p.274. 16 Cfr. infra, p. 57. 17 L’ospedale di Bicêtre viene fondato nel 1632 da Luigi XIII, allo scopo di accogliere e curare i feriti militari. In seguito fu annesso all’Ospedale generale e usato contemporaneamente come ospizio e prigione in cui venivano destinati alienati, vagabondi ed ergastolani. La Salpêtrière nasce invece a Parigi nel 1656 come luogo d’internamento per donne che potevano costituire un pericolo per il mantenimento dell’ordine sociale e morale. Dunque in tale luogo vi erano recluse non solo donne affette da patologie
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Lo psicodramma classico: esercizio di creatività e di incontro con l'altro per la crescita personale

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Cristina Cois
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Vincenzo Bongiorno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

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