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La gestione del rischio nel mercato elettrico

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6 Risulta, tuttavia, più utilizzata una seconda misura dell‟energia che deriva da quella di potenza: il Wattora (Wh). La potenza è definita come il lavoro (L) compiuto nell'unità di tempo (t). Nel Sistema Internazionale di unità di misura la potenza si misura in Watt (W), come rapporto tra unità di energia in Joule (J) e unità di tempo in secondi (s). Con un Wattora si definisce l‟energia fornita dalla potenza di un Watt per un periodo di un ora. Un Wattora corrisponde a 3600 Joule (1 Wh = 1 W 3600 s = 3600 Ws = 3600 J), essendo per definizione 1 Watt = 1 Joule / 1 secondo. Si veda ora cosa sia una commodity e che rapporto ci sia tra le commodities e l‟energia elettrica. Il termine “commodity” si applica ad un aggregato tremendamente eterogeneo: ogni qualvolta ci si trova di fronte a qualcosa che non possa essere definito come asset4, la prassi vuole che venga definito come “commodity”. Da qui, quindi, deriva la necessità di operare una prima, fondamentale distinzione tra commodities immagazzinabili e non immagazzinabili. Tra le commodities immagazzinabili si possono annoverare tutte quelle che sono continuamente prodotte e consumate senza risentire del mutare delle stagioni, come i metalli industriali, oppure che ne risentono, come il petrolio, il gas naturale o il gasolio, oppure ancora quelle a produzione stagionale, come il grano: per ognuna di queste tipologie di commodities c‟è sempre la possibilità di immagazzinare il prodotto. Tra quelle non immagazzinabili, invece, spicca l‟elettricità. In ogni istante l‟elettricità va prodotta e quindi immediatamente consumata: ogni istante è diverso dal precedente, rappresentando una vera sfida per chi si occupa di questo mercato. Questa commodity può essere considerata impossibile da immagazzinare? Tale ipotesi è assunta, senza problemi, per quelle economie che utilizzano combustibili fossili per la produzione dell‟elettricità stessa, ma diventa meno realistica quando si prendono in considerazione i mercati per i quali la produzione idroelettrica la fa da padrone (come quello Scandinavo)5: sebbene l‟elettricità non possa essere immagazzinata, lo stesso non può senz‟altro dirsi per l‟acqua. Il problema dello stoccaggio, ovviamente, non si pone nemmeno per il clima, l‟altra commodity non immagazzinabile che sta ottenendo una crescente importanza nel panorama economico mondiale e che, sempre più fortemente, è correlata alle altre. Le condizioni climatiche risultano, infatti, al di fuori del controllo umano: la variabile “clima” non può essere influenzata, modificata o maneggiata dalle pure leggi di mercato e per tale motivo viene considerata la più indipendente tra le variabili operanti sul mercato. Tornando a parlare, nello specifico, di energia elettrica si vedano ora quali sono, brevemente, le difficoltà legate al suo utilizzo: 4Qualsiasi tipo di proprietà o possesso, tangibile o intangibile, che abbia un valore monetario o che frutti un reddito e che possa essere usato in pagamento di un debito. In particolare i beni di proprietà di una persona fisica o la moneta che le è dovuta da altri. 5Attualmente sono in studio alcune tecnologie per incamerare aria compressa oppure energia meccanica, per ulteriori approfondimenti si rimanda la lettura del capitolo 4.8 di Edwards D. W., Energy Trading & Investing: Trading, Risk Management and Structuring Deals in the Energy Markets, 2010.
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La gestione del rischio nel mercato elettrico

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Viani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Pietro Gottardo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 103

FAQ

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