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Il mito di Don Giovanni tra arte e psicanalisi

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4 È proprio la contrapposizione dei due elementi Amore/Morte, reiterati fino alla fine, a rendere immortale questo mito, insieme agli altri cui si è accennato sopra. Amore e Morte come due forze contrapposte ma estremamente vicine e correlate, come quando Don Giovanni non esita a trafiggere con la spada padri, mariti, fratelli e altre identità maschili che cercano di ostacolare i suoi intenti seduttivi nei confronti di Donne già perdute per il solo fatto di averlo incontrato. L’Amore per lui è seduzione immediata e soddisfacimento di una pulsione inesauribile, e a questo tipo di Amore non può che seguire la Morte: morte dell’anima e dell’onore delle fanciulle da lui sedotte e Abbandonate (che talvolta muoiono sul serio, di dolore per la perdita subita) e morte reale destinata a chiunque, maschio, si frapponga tra lui ed il suo istinto. Inoltre, un ruolo importante nella continua rielaborazione del mito è giocato dalla sua estrema versatilità da un punto di vista creativo: è un mito che trova la sua massima espressione nella musica di Mozart, ma nasce a teatro e rivive nella musicalità della poesia e nella parola scritta di racconti e romanzi, che appoggiandosi ad una solida tradizione riescono comunque a tramandarne la più profonda essenza, pur non riuscendo a renderne l’immediatezza sensuale che si può rintracciare solo nella presenza della musica. Proprio la musica infatti conferisce al personaggio quelle caratteristiche di indeterminatezza e non finitezza che non possono essere fissate nei contorni inevitabili delle altre arti. Comunque c’è da augurarsi che, com’è stato per la trasposizione cinematografica di Losey o per la rielaborazione del mito (sempre cinematografica) di Bergman con L’occhio del diavolo, questo secolo dia un nuovo impulso, anche sull’onda dell’emergere di nuovi media, al personaggio di Don Giovanni e alle sue avventure. Un mito profondamente mutato col passare degli anni, che attualmente si troverebbe inserito in una società costellata di miriadi di falsi emulatori, in realtà solo anime tormentate e dubbiose alla ricerca di un’identità sempre più difficile da individuare, che è stato dato per spacciato innumerevoli volte ma che regge al trascorrere del tempo; un personaggio che ha ormai Abbandonato le esasperazioni del passato per incarnare un Io sempre in movimento alla ricerca di qualcosa. Che cosa sia questo qualcosa o che cosa lo spinga a questa ricerca incessante non ci è dato saperlo, ma è il rapporto con il suo mondo interiore (ricco e contrastato) che si scontra con quello esterno a renderlo ancora così interessante, ed attuale.

Anteprima della Tesi di Esther Maurini

Anteprima della tesi: Il mito di Don Giovanni tra arte e psicanalisi, Pagina 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Esther Maurini Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

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