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Il mito di Don Giovanni tra arte e psicanalisi

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5 Il Don Giovanni nella musica di Mozart Come nasce un capolavoro Il dramma giocoso in due atti Don Giovanni ossia il dissoluto punito di Mozart, su libretto di Da Ponte scritto in italiano fu rappresentato per la prima volta a Praga il 29 ottobre del 1787 e riscosse grandissimo successo, tanto da essere rappresentato l’anno seguente a Vienna su espressa richiesta dell’Imperatore. Il 1787 è un anno fondamentale nella pur breve esistenza del geniale compositore: è l’anno della morte del padre – padrone Leopold ma anche l’anno della nascita di sua figlia Theresia. Dal punto di vista professionale, in quell’anno gli viene affidato l’incarico di Kaiserlichen Kammermusikus (che era stato di Gluck) con un compenso di 800 fiorini, dà lezioni a un Beethoven diciassettenne e viene portato in scena per la prima volta il Don Giovanni. In particolare la morte del padre significò un grande dolore nella vita del giovane Mozart, dolore che influenzò decisamente la composizione dell’opera; è datata al 4 aprile 1787 la lettera sulla morte che egli indirizzò al padre: “Non occorre che le dica con quanta ansietà attendo da lei una notizia consolante. E vi spero come in una cosa certa, benché ormai mi sia abituato a temere sempre il peggio in ogni circostanza. Poiché la morte (a ben guardare) è l’ultimo, vero fine della nostra vita, da qualche anno sono entrato in tanta familiarità con quest’amica sincera e carissima dell’uomo, che la sua immagine non solo non ha per me più nulla di terrificante, ma mi appare addirittura molto tranquillizzante e consolante! E ringrazio il mio Dio di avermi concesso la fortuna di avere l’opportunità (lei mi capisce) di riconoscere in essa la chiave della nostra felicità. Non vado mai a letto senza pensare che (per quanto giovane io sia) l’indomani forse non ci sarò più.”1 L’opera fu commissionata alla fortunata coppia Mozart/Da Ponte in ricordo del successo riportato dalla prima opera italiana della Trilogia, Le nozze di Figaro, e prende la definizione di “dramma giocoso” in quanto fonde armoniosamente in un’unica opera il linguaggio serio con quello dell’opera buffa, dando vita a tutta una gamma di sentimenti e situazioni diversi e contrastanti. Non si sa con certezza se fu Mozart o Da Ponte a scegliere il tema del Don Giovanni; non ci sono accenni in merito alla questione nell’epistolario del compositore, mentre nelle Memorie di Da 1 WOLFGANG AMADEUS MOZART, Epistolario, Logos, Roma 1991, p.279.

Anteprima della Tesi di Esther Maurini

Anteprima della tesi: Il mito di Don Giovanni tra arte e psicanalisi, Pagina 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Esther Maurini Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

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