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Il preverbale in arte e psicoanalisi: analisi dell'opera di Kandinsky e Schonberg

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- 7 - Pontalis, sarebbe il prototipo nella vita intrauterina (Costantini in Mangini, 2003, p.394). Grunberger propone, un’istanza del Sé, che rimarrà il nucleo narcisistico di ciascun individuo, egli trae spunto dalla rappresentazione dell’io di Hartmann che per Jacobson è psicofisiologico. Quest’ultima intuisce come la patologia del sé si instauri in seguito a frustrazioni precoci e intense, focalizzandosi sull’esperienza di contatto con la madre e ipotizzando un narcisismo primario che precede la rappresentazione del Sé e dell’oggetto (Green, 1995, p.336). Anzieu (1985) fa derivare la formazione dell’Io-pelle come involucro-contenitore narcisistico, che contiene il buono e il pieno (Anzieu, 1985, p. 56) e che sembra essere il Sé narcisisticamente investito. Nella prima topica del 1914, come fa notare Costantini (2003), Freud concepisce il narcisismo come stadio, che andrà perso nella seconda topica (1922) in cui il serbatoio delle pulsioni non è più l’Io, bensì l’Es, al quale si devono anche gli investimenti oggettuali, nella seconda topica l’io sarà solo in seguito investito dalle pulsioni (Costantini in Mangini, 2003, p.392). Il narcisismo primario, di cui scriveva Grumbeger, si rifà alla seconda topica freudiana, dove non vi sono relazioni con l’ambiente esiste un’indifferenziazione tra Io ed Es, ponendo la questione pre-oggettuale e pre- ambivalente di derivazione istintuale e prenatale, che prosegue in parte dopo la nascita grazie all’unione narcisistica della relazione materna. Dopo la nascita, però, accadrebbe un doppio trauma: come improvvisa irruzione delle pulsioni e riconoscimento dell’oggetto, che permetterebbe però lo sviluppo psicosessuale dell’Io. Il conflitto si realizzerebbe tra queste ultime esigenze e la paura di perdere il benessere narcisistico, se l’integrazione corporea e pulsionale non dovesse avvenire, insorgerebbero le problematiche narcisistiche. Costantini (2003) solleva alcune considerazioni riguardo al fatto che il feto non è così isolato e che l’evento trauma della nascita non può essere dimenticato; questioni che sono state confermate dai recenti studi di psichiatria fetale, di epigenetica e che rivelano l’impatto delle condizioni ambientali fin dalla dimensione intrauterina (Oberland, 2008). Il narcisismo primario potrebbe, quindi, interessare in parte la dimensione fetale, lasciando un’impronta indelebile come traccia di elazione e megalomania, ma anche di quel sentimento di unicità, di autonomia, sul quale si andrà a costituire il nucleo narcisistico della persona (Costantini in Mangini, 2003, p.394). Lo sviluppo dell’Io è possibile se si conserva una certa quota dell’onnipotenza narcisistica, andando a costituire l’Ideale dell’Io e successivamente l’Io ideale, che racchiude un’identificazione con la madre. Alla luce di tali presupposti quanto più le pulsioni sono integrate con il narcisismo, tanto più l’Io matura e tanto più aumenta il desiderio verso l’oggetto.
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Il preverbale in arte e psicoanalisi: analisi dell'opera di Kandinsky e Schonberg

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Informazioni tesi

  Autore: Antonietta Di Renzo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Maria Vittoria Costantini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 135

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