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La clemenza dell'autorità antitrust nei confronti delle imprese

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8 | P a g i n a domanda tranne il caso in cui sia necessaria, secondo la Commissione, per non compromettere le ispezioni; nel non aver distrutto, falsificato o celato, al momento in cui si intende presentare domanda, elementi probatori riguardanti il cartello né aver informato nessuno della propria intenzione di presentare domanda di trattamento favorevole ed infine è richiesto che l’impresa non abbia esercitato coazione verso le altre imprese affinchè aderissero all’intesa, potendo in tal caso ottenere solo una riduzione. Al fine di valutare la cooperazione fornita dall’impresa, la Commissione impone che le siano fornite tutte le informazioni ed elementi probatori pertinenti in possesso, che le imprese rimangano a disposizione e rispondano prontamente ad ogni domanda, che mettano a disposizione per colloqui i dipendenti e i dirigenti attuali (e se possibile anche gli ex), che non siano distrutte, falsificate o celate informazioni o prove del presunto cartello e da ultimo che non sia fatta notizia verso nessuno della propria domanda. Come si è visto la Commissione ha realizzato una Comunicazione chiara e ben schematizzata delle condizioni richieste per poter accedere al programma di clemenza a differenza di quanto fatto invece nella Comunicazione adottata dall’AGCM che risulta in parte più lacunosa e suscettibile di maggiori interpretazioni sebbene ricalchi comunque la struttura delle normativa europea. Tale Comunicazione richiede, per la non applicazione delle sanzioni, che l’impresa sia la prima a fornire spontaneamente informazioni e prove documentali riguardo all’ esistenza di un presunto cartello a condizione che siano decisive, a giudizio dell’Autorità antitrust, per l’accertamento dell’infrazione eventualmente attraverso un’ispezione mirata purchè l’AGCM non sia già in possesso di informazioni o prove sufficienti a provare l’esistenza dell’infrazione. Pertanto, per poter usufruire del massimo beneficio in seno al programma di clemenza è necessario fornire elementi probatori dotati del requisito di decisività. Sebbene vi sia chi ritiene, senza sollevare troppe obiezioni, che gli elementi decisivi non siano altro che informazioni e documenti ‚sufficienti a provare l’esistenza di un’infrazione‛4, questa condizione sottopone la valutazione che 4 Cfr. VINCENZO MELI, I programmi di clemenza nel diritto antitrust italiano, Mercato, concorrenza, regole, vol.2, 2007, paragrafo 4.
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La clemenza dell'autorità antitrust nei confronti delle imprese

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Vitale
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Emanuela Pistoia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

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Parole chiave

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antitrust
commissione europea
diritto dell'unine europea
diritto della concorrenza
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giudice amministrativo
leniency programs
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programmi di clemenza
sanzioni
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