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L'immunosoppressione tumorale nel carcinoma renale

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1.2.3.1 Riconoscimento diretto e indiretto (cross-presentazione) L’attivazione della risposta delle cellule T dipende dall’appropriata presentazione dell’antigene da parte delle cellule dendritiche (DC), facenti parte del gruppo di cellule presentanti l’antigene (Antigen Presenting Cell, APC). Esse si sviluppano nel + midollo osseo a partire da cellule progenitrici emopoietiche CD34 (Hematopoietic Progenitor Cells, HPCs), sotto il controllo di una complessa rete di molecole prodotte + ed espresse dallo stroma midollare; da questi progenitori CD34 deriva il precursore emopoietico della DC presente nel sangue ovvero il monocito, caratterizzato dal marker CD14 e non proliferante. La capacità delle cellule dendritiche di stimolare i linfociti T si basa su due eventi: uno è quello di processare e presentare l’antigene in associazione alle molecole MHC, e l’altro di esporre in membrana un alto numero di questi complessi al fine di mediare il legame con i linfociti T. Queste funzioni si sviluppano sequenzialmente durante la 3 maturazione delle DC: - quando sono immature, le iDC (immature Dendritic Cell, iDC) inglobano l’antigene attraverso meccanismi di fagocitosi e macropinocitosi, e avvalendosi di recettori come quello macrofagico del mannosio, Fc ed Fc; - la cattura dell’antigene induce le DC a maturare (mature Dendritic Cell, mDC) e ad esprimere più intensamente sulla membrana cellulare le molecole MHC e quelle di costimolazione (CD80, CD86, CD40), nonché gli antigeni associati al differenziamento in senso dendritico (come CD83 e p55). Nel contempo, viene progressivamente perduta la capacità di catturare e processare l’antigene e viene acquisita la capacità di migrare verso il linfonodo per la presentazione ai linfociti, grazie alla regolazione positiva del recettore per le chemochine CCR7. L’esposizione degli antigeni tumorali da parte delle cellule dendritiche per la presentazione alle cellule T naive (priming) è un processo successivo all’inglobamento delle cellule tumorali da parte delle iDC. Le proteine tumorali sono clivate per opera del proteasoma, processate e presentate sulla superficie cellulare in associazione con le molecole MHC. Le cellule T riconoscono gli antigeni tumorali e le molecole costimolatorie presenti sulle mDC e vanno incontro ad attivazione. Gli 8
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L'immunosoppressione tumorale nel carcinoma renale

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Informazioni tesi

  Autore: Mariagrazia Simone
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche
  Relatore: Lina Matera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

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Parole chiave

carcinoma renale
cellule dendritiche
immunosoppressione
inibizione tumorale
linfociti t regolatori
tgf beta

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