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Sviluppo e applicazione di metodiche per il dosaggio plasmatico degli antibiotici linezolid e vancomicina mediante HPLC

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Gli oxazolidinoni legano la subunità 50S del ribosoma batterico, prevenendo la formazione del complesso con la subunità 30S, l’mRNA, i fattori di trascrizione e il formilmetionil-tRNA. Il risultato è il blocco della formazione del complesso di inizio della trascrizione per la sintesi proteica (Livermore, 2003). Questo meccanismo d’azione è un po’ diverso da quello di altri composti inibitori della sintesi proteica come il cloramfenicolo, i macrolidi, le tetracicline, che agiscono impedendo l’allungamento del peptide in formazione: per questo motivo difficilmente si verifica resistenza crociata (figura 2.2). Figura 2.2. Meccanismo d’azione degli oxazolidinoni. Gli oxazolidinoni si combinano con la subunità ribosomiale 50S, prevenendo la formazione del complesso con la subunità 30S, l’mRNA, i fattori di trascrizione ed il formilmetionil-tRNA. Di conseguenza non si ha formazione di alcun complesso di inizio della trascrizione e la sintesi proteica è bloccata. Altri composti inibitori della sintesi proteica bloccano invece l’allungamento del peptide (da Livermore, 2003). Il linezolid presenta attività batteriostatica, e in virtù del suo diverso meccanismo d’azione, è attivo verso numerose specie di batteri gram-positivi, come streptococchi, stafilococchi ed enterococchi, che presentano resistenza nei confronti di altre terapie antibiotiche. Di notevole importanza è l’attività verso infezioni provocate da ceppi di Staphylococcus aureus meticillina-resistenti (MRSA) e da enterococchi vancomicina-resistenti (VRE), quale Enterococcus faecium, infezioni della pelle e dei tessuti molli, i cui principali agenti eziologici sono Staphylococcus aureus e Streptococcus pyogenes, polmoniti associate a batteriemie causate da Streptococcus pneumoniae sensibile alla penicillina, polmoniti nosocomiali, polmoniti acquisite in seguito a vita in comunità. E’ inoltre attivo verso Mycobacterium tubercolosis ed altre specie di micobatteri. La somministrazione di una dose da 600 mg ogni 12 ore permette di raggiungere e mantenere la concentrazione minima inibitoria (MIC) per l’intera durata dell’intervallo terapeutico. Lo “steady-state” viene raggiunto dopo due-quattro dosi, con una concentrazione plasmatica minima (C) intorno a 4 mg/L e una concentrazione min plasmatica massima (C) di 13-15 mg/L (Jungbluth et al., 2003), rimanendo quindi sempre al di sopra della max MIC per i batteri sensibili al linezolid, compresa tra 0,5 e 4 mg/L (Livermore, 2003). Il linezolid viene rapidamente e completamente assorbito dopo somministrazione per via orale, raggiungendo la C dopo 1-2 ore dalla somministrazione. Presenta biodisponibilità intorno al 100%, il che permette il passaggio max 9
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Informazioni tesi

  Autore: Rita Briani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Farmacia
  Corso: Chimica e tecnologia farmaceutiche
  Relatore: Ignazio Castagliuolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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