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L'efficienza del settore pubblico: analisi empirica sui capoluoghi di regione italiani

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10 Le metodologie di frontiera misurano l’efficienza delle varie unità produttive rispetto ad un riferimento ottimo definito o dalla stima di una frontiera delle possibilità di produzione teorica (frontiera assoluta) o come miglior risultato conseguito nell’ambito del campione di unità produttive considerato (frontiera di best practice). All’interno di questa categorie di metodologie, si distinguono le tecniche parametriche da quelle non parametriche. Le tecniche parametriche definiscono a priori la forma funzionale della frontiera di best practice attraverso parametri stimati con metodi statistico-econometrici. La definizione parametrica delle frontiere può essere condotta seguendo due approcci: quello deterministico, che attribuisce le deviazioni rispetto alla frontiera unicamente alle scelte del decision maker e le imputa, dunque, ad inefficienza; quello stocastico, secondo cui le devianze possono essere giustificate anche da circostanze al di fuori del controllo del decision maker. Tra le tecniche parametriche, il modello maggiormente utilizzato segue l’approccio stocastico. Si tratta dello Stochastic Frontier Model (SFM), proposto per la prima volta da Aigner, Lovell e Schmidt (1977), in cui il termine di errore è scomposto in due parti: la prima componente cattura gli effetti di errori di misurazione, altri disturbi di natura statistica e shock esogeni; l’altra cattura gli effetti dell’inefficienza. Il modello può essere così formalizzato: ln y i = ln f(x i ) + v i + u i . La frontiera di produzione stocastica è data da ln y i = ln f(x i ) + v i , dove v i rappresenta la prima componente del termine di errore. L’inefficienza tecnica rispetto alla frontiera stocastica è misurata da u i : la condizione u i ≤ 0 assicura che tutte le osservazioni si collochino in corrispondenza della frontiera stocastica o sotto di essa. Nelle tecniche non parametriche ciò che viene specificato a priori non è un’esplicita forma funzionale, ma solo alcune proprietà che i punti appartenenti alla frontiera devono soddisfare. La frontiera viene, dunque, assunta ed i dati sono valutati determinando, con tecniche di programmazione matematica, se ciascuna osservazione può essere considerata un elemento della frontiera oppure no, date le ipotesi fatte. Le due principali tecniche non parametriche sono la metodologia Free Disposal Hull (FDH) e la Data Envelopment Analysis (DEA). L’approccio FDH per la costruzione di frontiere di efficienza, definito dal lavoro di Tulkens (1986), si basa sul criterio di dominanza discreta fra differenti tecniche di produzione, che permette di costruire delle frontiere a gradini. Tale tecnica consente di affrontare il problema della valutazione dell’efficienza relativa di ogni osservazione sia rispetto all’impiego degli input per ottenere un dato output, sia rispetto all’output ottenuto da un dato input. Considerando ancora una volta due piani di produzione (x, y) e (x’, y’), con x
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L'efficienza del settore pubblico: analisi empirica sui capoluoghi di regione italiani

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Informazioni tesi

  Autore: Tania Masi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi dell'Aquila
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia e della gestione aziendale
  Relatore: Nadia Fiorino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 77

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Parole chiave

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settore pubblico

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