La condizione della donna siciliana e il cinema degli anni Sessanta

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8 restasse zitella. Questa concezione della condizione femminile prescindeva sostanzialmente dall‟appartenenza alle varie classi sociali. La donna, chiusa in casa o se usciva sempre sorvegliata da qualche parente, sopportava tutto questo, in ossequio ad un antico costume, per la tutela dell‟onore. Se avesse tradito la fiducia, riposta in lei, un membro della sua famiglia, nella persona del padre, del fratello o del marito, avrebbe dovuto compiere un delitto d‟onore. Era stato l‟imperatore Federico II, nella sua attività legislativa, di cui è testimonianza il Liber Augustalis, ad occuparsi della condizione femminile, mostrando particolare attenzione alla tutela della dignità della donna, senza usare alcun riguardo nei confronti della donna che pratica l‟adulterio. Infatti, “il marito che scopre la moglie con un altro uomo in flagrante può ammazzarli: è l‟unico caso di omicidio autorizzato; l‟onore del marito è più forte della dignità e della vita stessa della donna, per quanto adultera” 1 . Parimenti nelle Consuetudini di Palermo (1317), cap. 12, era data 1 B. Tragni, La condizione delle donne nel Liber Augustalis di Federico II, in “Stupormundi”, 2004, [http://www.stupormundi.it/tragni.htm], (visitato il 10 febbraio 2010).

Anteprima della Tesi di Michela Biondo

Anteprima della tesi: La condizione della donna siciliana e il cinema degli anni Sessanta, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Michela Biondo Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

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