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L'Amiata tra '600 e '800 - Una vicenda geostorica

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19 CAPITOLO I L’AMIATA AL TEMPO DELLA VISITA GHERARDINI 1676-1677 (DESCRIZIONE LINEARE) La visita Gherardini 1 nello Stato Senese è un insieme di piccole monografie di geografia umana, dalle quali emergono - con chiarezza - le forme e le pratiche dell‟organizzazione territoriale delle comunità rurali del Senese e della Maremma. Di ogni comunità si descrivono, infatti, i centri abitati (la loro forma d‟insieme, le loro fortificazioni, i lastrici, le fognature, le cisterne, le fontane, gli edifici pubblici, le condizioni igienico-sanitarie, i bisogni di restauri, i dati demografici, le realtà ecclesiastiche e assistenziali, ecc.), i territori rurali (con i loro insediamenti, i poderi, i mulini, le strade, le osterie, le risorse naturali, le aree agricole, forestali e pascolative), l‟organizzazione amministrativa delle singole comunità (le entrate e le uscite, i diritti e gli usi particolari, i beni, ecc.), e infine i problemi più svariati da sottoporre all‟attenzione del granduca (problemi edilizi, viari, economici, sociali, amministrativi, ecc.). Vi sono poi proposte e osservazioni di Gherardini sopra i bisogni di ciascuna comunità. Occupiamoci adesso più nello specifico delle comunità prettamente amiatine visitate da Bartolomeo Gherardini: Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, e Radicofani (filza 2072), Arcidosso, Castel del Piano, Monte Giovi, Montelaterone, Monte Nero, e Seggiano (filza 2073). ABBADIA SAN SALVATORE La terra di Abbadia San Salvatore, situata sulle pendici orientali del Monte Amiata, nella parte più alta della montagna (oltre 800 metri), sorgeva su una piana coperta di castagni e irrigata di acque perenni. Il paese era interamente cinto di mura, che in alcune parti necessitavano di „risarcimento‟. La detta terra si divideva in Castello e Borgo: nel Castello c‟erano quattro porte, delle quali soltanto tre avevano l‟uscio, ma in cattivo stato; nella parte di Borgo c‟erano due porte anche queste in cattivo stato, e solamente una delle due aveva l‟uscio. Le strade della terra erano lunghe e diritte, ma piuttosto strette e in cattivo stato, in alcuni tratti addirittura impraticabili. Non vi erano ponti di sorta alcuna. Non vi erano 1 Bartolomeo Gherardini, abile ed esperto in materia legale, godette subito dei favori del nuovo sovrano Cosimo III (granduca dal 1670 al 1723), il quale lo nominò Auditore Generale dello Stato di Siena con patente del 27 ottobre 1670. Egli ricoprì tale carica durante tutto il primo decennio del granducato di Cosimo III. La visita Gherardini nello Stato Senese fu realizzata nel 1676-1677, ossia a sei anni di distanza dalla sua nomina ad Auditore Generale, pur essendo il progetto del viaggio nato alcuni anni prima. Durante tale viaggio Gherardini poté avvalersi dell‟aiuto di un magistrato dei Quattro Conservatori: il Provveditore dei Conservatori Bernardino De‟ Vecchi. D. RAVA, Propositi di Riforma degli Assetti Istituzionali a Siena nelle “Visite” di fine Seicento, in F. ANGIOLINI, V. BECAGLI e M. VERGA (a cura di), La Toscana nell’Età di Cosimo III, Firenze, Edifir, 1993, pag. 280.
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L'Amiata tra '600 e '800 - Una vicenda geostorica

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Martinelli
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Materie Letterarie
Anno: 2007
Docente/Relatore: Rombai Leonardo
Istituito da: Università degli Studi di Firenze
Dipartimento: Facoltà di Scienze della Formazione
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 778

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