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Analisi di performance attribution

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3 orientato e che costruisca il portafoglio in base alle differenti esposizioni; mentre è consigliabile la metodologia tradizionale a un manager che gestisca attivamente le allocazioni nei vari segmenti del mercato e/o faccia stock picking. L’uso contemporaneo dei due approcci è comunque utile, perché permette di concentrarsi su più aspetti della performance e di verificare la validità del benchmark tramite l’analisi delle esposizioni, di quest’ultimo e del portafoglio. Da questo insieme di modelli, che meglio si adatta ai fondi azionari, si è staccato allontanandosene, un filone di studi per applicare la performance attribution ai tioli a reddito fisso (fixed income performance attribution). Esso si focalizza su tecniche più flessibili e specifiche che riescono meglio a captare le variazioni della curva dei rendimenti per scadenza e le variazioni del rischio di credito, contemporaneamente reintegrando al proprio interno il concetto e la misurazione del rischio. I documenti più important sono di GRAP (2004) “Attribution de performance obligataire” e Bacon (2004) “Practical portfolio performance measurement and attribution”. Una caratteristica fondamentale presente nell’approccio fattoriale ma completamente trascurato dall’approccio di Brinson et al., riguarda la quantificazione del rischio, sistematico e specifico, assunto nel processo di investimento. Prendere in considerazione solo il rendimento in eccesso del portafoglio sul benchmark e scomporlo nei vari attributi può però creare alcune distorsioni, quando sono selezionati titoli e settori che presentano la stessa performance ma diversi livelli di rischio. Per ovviare a questa problematica, è stata sviluppata, a partire dagli anni 90’, una tecnica di attribuzione parallela a quella base di performance attribution, denominata risk attribution, al fine di segmentare la volatilità in componenti additive, che rappresentano il contributo di ciascuna decisione attiva al rischio totale. L’importanza della coerenza tra le due metodologie e dell’ancoraggio delle misure di rischio al rendimento delle componenti, definite nel primo sistema, ha portato alla coniazione del terminre risk-adjusted performance attribution. Come il factor model based approach, il nuovo approccio può essere utilizzato anche per la costruzione di un portafoglio e per il suo bilanciamento nelle fasi successive. Finora non si riscontra un suo elevato successo tra gli analisti finanziari, benché molti di essi abbiano ricevuto mandati con limitazioni riguardanti la volatilità assoluta o relativa, e quindi le misure di varianza e tracking error volatily (misura di volatilità dei rendimenti del fondo intorno al benchmark). Ciononostante essa rimane la frontiera futura dei prossimi studi. Il primo ricercatore che si è focalizzato nella riconciliazione rendimento-rischio, è stato Ankrim nel (1992), esclusivamente per la classe azionaria. Nella pubblicazione “Risk-adjusted performance attribution” del Financial Analysts
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Analisi di performance attribution

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Informazioni tesi

  Autore: Federico Bertolini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia della banca, della borsa e delle assicurazioni
  Relatore: Barbara Alemanni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

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