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La tutela della lavoratrice madre nell'ordinamento nazionale

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5 Il sistema di classificazione della retribuzione, poi, ‹‹deve basarsi su principi comuni per i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile ed essere elaborato in modo da eliminare le discriminazioni fondate sul sesso››. Questo comporta che i sistemi di classificazione professionali debbano essere formali e analitici e basati su fattori non discriminatori. Considerando, poi, la parità di trattamento nel settore dei regimi professionali di sicurezza sociale, la direttiva del 2006 interviene recuperando le norme principali della dir. n. 86/378/Ce (modificata dalla dir. n. 97/96/Ce), chiarendone l‟interpretazione, senza cambiarne le previsioni ed incorpora la giurisprudenza più recente in materia. Tra le direttive di seconda generazione trova collocazione anche un ulteriore intervento legislativo, attuato nel 2004 (dir. n. 2004/113/Ce) allo scopo di realizzare il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l‟accesso ai beni e servizi e la loro fornitura. Questa direttiva fu esclusa dall‟operazione di rifusione, molto probabilmente a causa della non omogeneità tematica oggetto della disciplina. Si conferma, così, la scelta del legislatore comunitario di adottare una base comune per tutte le previsioni in materia antidiscriminatoria. 1.2 Divieto di discriminazione nell’ordinamento italiano: uno sguardo d’insieme dall’eguaglianza sostanziale al Codice delle pari opportunità. Il sesso di appartenenza non è stato, tra i diversi fattori in base ai quali si possono realizzare discriminazioni a danno dei lavoratori, l‟elemento discriminante su cui si sono concentrate le prime preoccupazioni del legislatore italiano. Nonostante tale esordio, però, è su questo terreno che sono state originariamente sperimentate soluzioni tecniche, di ordine sia sostanziale che processuale, poi riproposte con riguardo ad altre forme d‟illegittima differenziazione dei trattamenti e ove lo sforzo di elaborazione di adeguate risposte giuridiche ha raggiunto, almeno dal punto di vista teorico, il più elevato grado di maturità. 11 11 D. IZZI, “Eguaglianza e differenze nei rapporti di lavoro. Il diritto antidiscriminatorio tra genere e fattori di rischio emergenti”, Casa Editrice Jovene, Napoli, 2005, p. 25.
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La tutela della lavoratrice madre nell'ordinamento nazionale

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Informazioni tesi

  Autore: Selenia Buonarroti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Carmelo Romeo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

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Parole chiave

azioni positive
allattamento
uguaglianza sostanziale
divieto di licenziamento
congedi parentali
disciplina delle mansioni
pari opportunità
paternità
astensione obbligatoria
lavoratrice madre
diritto del lavoro
anticipo e posticipo dell'astensione
uguaglianza formale
maternità
malattia determinata da gravidanza
periodo di comporto
congedi familiari
divieto di disciminazione
lavoratrice donna
normativa comunitaria
nullità del licenziamento
astensione facoltativa
puerperio;
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