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Diseguaglianze sociali e sviluppo economico dalla fine della Seconda Guerra Mondiale agli anni ’90 in Italia

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- 6 - CAPITOLO PRIMO Ricostruzione e sviluppo italiano dopo la Seconda Guerra Mondiale 1.1 Situazione italiana e politiche economiche adottate nell’immediato dopoguerra Per comprendere la situazione italiana dopo la Seconda Guerra Mondiale sarà utile prendere in considerazione i principali avvenimenti che coinvolsero lo stato italiano alla fine della guerra. In Italia un colpo di stato venne compiuto il 25 Luglio del 1943. Esso vide uniti: la monarchia, i settori antitedeschi del Partito nazionale fascista e gli esponenti più consapevoli della borghesia industriale (che di fronte alla guerra ormai persa volevano rapidamente riallacciare i rapporti con le potenze e i grandi gruppi finanziari anglosassoni). L‟obiettivo raggiunto con il colpo di stato fu la definitiva destituzione di Benito Mussolini e il cambiamento delle alleanze militari: dopo l‟8 settembre 1943 l‟Italia si schierò con le grandi potenze inglese e nordamericana e con i loro alleati. La partecipazione delle forze partigiane e delle forze armate regolari al fianco dei vincitori diede all‟Italia uno statuto particolare nel contesto della ricostruzione del secondo dopoguerra 1 . La Resistenza consentì alla classe politica emersa dalle prime elezioni democratiche del dopoguerra di trattare con maggiore dignità e autonomia dinanzi alle potenze inglese e nordamericana. La politica economica italiana ebbe, infatti, grandi margini di autonomia e questo è utile per comprendere il significato e la forma assunti dalla ricostruzione 2 . Gli Stati Uniti ovviamente premevano sulla classe politica democratica e sulla burocrazia economica italiana perché utilizzassero gli aiuti del piano Marshall 3 nel quadro di una politica keynesiana che, mentre si poneva l‟obiettivo di aprirsi all‟esterno con le esportazioni, avesse nel contempo lo scopo dell‟ampliamento del mercato interno. I primi governi italiani non seguirono però questa strada 4 . Appena furono in grado di porre in atto una politica economica, adottarono una politica deflattiva, cioè fondata sul restringimento del credito all‟industria, sui bassi salari e sulla liberalizzazione delle pratiche finanziarie 1 A. Graziani (a cura di), L'economia italiana dal 1945 a oggi, Bologna, Il Mulino, 1989, pp. 15 ss. 2 Cfr. S.J.Woolf (a cura di), Italia, 1943-1950. La ricostruzione, Bari, Laterza, 1974, pp. 285-286. 3 Si veda a tal proposito E. Aga Rossi (a cura di), Il Piano Marshall e l'Europa, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1983. 4 G. Sapelli, Storia economica dell’Italia contemporanea, Milano, Mondadori, 1997, pp. 2 ss.
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Informazioni tesi

  Autore: Nicola Bacci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia
  Relatore: Giovanni Favero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 83

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