La Jugoslavia dal 1941 al 2000: tra esodi, scontri etnici e movimenti di popolazione

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6 mancata evoluzione federalistica o trialistica dell’impero austroungarico 4 . Non mancarono nella vita politica degli Slavi meridionali posizioni talmente estreme, come potevano essere gli appelli alla creazione di Grandi Stati monoetnici, che accendevano gli animi piø inclini alla violenza 5 . Quanto mai instabile era poi la situazione nella pluririvendicata Macedonia, campo fertile per gruppi terroristici. Eppure il progetto unitario di tutti gli slavi del sud, coltivato già in pieno Ottocento dal movimento illirico o jugoslavista (e portato avanti dal Congresso di Fiume e Zara del 1905 e dal Comitato jugoslavo in esilio), ebbe la meglio al termine del primo conflitto mondiale 6 . Lo Stato jugoslavo sorse come libero patto fra le parti contraenti 7 . La stabilità del nuovo organismo statale era minata però dall’irrisolta questione istituzionale. Il mancato accoglimento delle istanze federalistiche e autonomiste provenienti dalla componente croata, slovena e bosniaca islamica (quest’ultima penalizzata dai vasti espropri di terre previsti dalla riforma agraria) 8 ; l’imposizione di un centralismo politico-amministrativo serbo ratificato con la Costituzione del 1921; l’opposizione del forte Partito contadino croato nonchØ il proliferare di numerose organizzazioni e gruppi separatisti tra le etnie e le minoranze nazionali, indussero re Alessandro Karadjeordjevic ad instaurare una fallimentare dittatura (1929) per salvaguardare l’unità del paese 9 . Questa era messa a grave rischio dalle mire espansionistiche dell’Italia fascista, dalla dipendenza economica sempre piø stretta dalla Germania nazista, così come dal revanscismo bellicista dei vicini ungheresi, austriaci e bulgari 10 . Le violente rivendicazioni separatiste dei nazionalisti croati ustaša e dei macedoni filobulgari, appoggiati e finanziati dal regime italiano 11 , di cui rimase vittima lo stesso re Alessandro nell’attentato di Marsiglia (1934); il mancato concordato con la Chiesa cattolica per le pressioni scioviniste serbo-ortodosse; la precaria soluzione della questione croata con la concessione di una parziale autonomia (Sporazum, 1939), prepararono il terreno alle violenze e le brutalità interetniche 12 . La pressione delle potenze dell’Asse per la sua adesione al Patto Tripartito (25 marzo 1941), la spontanea manifestazione antifascista, antitedesca e filo-occidentale della popolazione, sfociata nel colpo di Stato militare che detronizzò le velleità dittatoriali del reggente Pavle, coinvolsero la Jugoslavia nel secondo conflitto mondiale e le aprirono le porte dell’inferno. 4 N. MALCOLM, Storia della Bosnia, Milano, Bompiani 2000; L. VALIANI, La dissoluzione dell’Austria-Ungheria, Milano, Il Saggiatore 1966, pp. 31-84 passim; H. BOGDAN, Storia dei paesi dell’Est cit., pp. 161-3. 5 M. WALDENBERG, Le questioni nazionali nell’Europa centro-orientale, Milano, Il Saggiatore 1994, pp. 61-7, 85- 100, 269-302. 6 L. VALIANI, La dissoluzione dell’Austria-Ungheria cit., pp. 47-51, 226-384. 7 S. BIANCHINI, Sarajevo, le radici dell’odio, Roma, Edizioni Associate 1993, p. 30. 8 J. PIRJEVEC, Le guerre jugoslave 1991-1999, Torino, Einaudi 2001, p. 15. 9 Ibidem, pp. 3-17; R.W. SETON-WATSON, R.G.D. LAFFLAN, La Jugoslavia tra le due guerre, in Storia della Jugoslavia, a cura di S. CLISSOLD, Torino, Einaudi 1969, pp. 191-232. 10 S. BIANCHINI, F. PRIVITERA, 6 aprile 1941. L’attacco italiano alla Jugoslavia, Settimo milanese, Marzorati 1993, pp. 17-52. 11 J. BOREJSZA, Il fascismo e l’Europa orientale, Roma-Bari, Laterza 1981, pp. 111-2. 12 M. STOJADINOVIĆ , Jugoslavia fra le due guerre, Bologna, Cappelli 1970, pp. 59-61, 99-104, 255-69, 405-16.

Anteprima della Tesi di Pasquale Diroma

Anteprima della tesi: La Jugoslavia dal 1941 al 2000: tra esodi, scontri etnici e movimenti di popolazione, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Pasquale Diroma Contatta »

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