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Il project financing come strumento di sviluppo del partenariato pubblico privato

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11 finanziamento di spese correnti 8 , previsione che è accompagnata da una serie di altri vincoli per evitare l‟utilizzo improprio di questo strumento. Innanzitutto l‟ente emittente “non deve trovarsi in situazioni di dissesto finanziario o strutturalmente deficitarie” 9 e deve valutare l‟importo dell‟emissione che intende attuare in base alla sua capacità d‟indebitamento: gli interessi sui prestiti obbligazionari, infatti, concorrono alla determinazione dell‟ammontare complessivo dei pagamenti dovuti nell‟anno finanziario per il servizio del debito, il quale non può superare il valore soglia individuato per legge per ciascuna tipologia di ente emittente 10 . (buoni ordinari regionali); nella prassi, anche in sede governativa, è però ormai diffuso l’utilizzo dell’acronimo di “BOC” per individuare tutti i buoni obbligazionari emessi dagli enti territoriali. Per una trattazione più approfondita si vedano: Carnà A.R. (2003), I buoni obbligazionari comunali. Dalla finanza derivata alla finanza autonoma, in Budget, n.33, pag. 4-18; Bisio L. e Nicolai M. (2009), Il patto di stabilità e gli strumenti di finanza locale. Analisi evolutiva e prospettive per il futuro, Maggioli, pag. 303-307; Boccia F. (1999), I Buoni Obbligazionari Comunali, Ed. Il Sole 24 Ore Libri, Milano; Piccirilli E. M. (2001), Gli strumenti alternativi di finanza locale: i BOC, in Impresa Commerciale Industriale, n. 3, pag. 408 e ss.; Boccia F., Nigro M. (2000), La finanza innovativa, Boc, Bop, Bor, swap e mutui: costi e opportunità per non sbagliare investimento, Ed. Il Sole 24 Ore Libri, Milano; Dexia-Crediop, Firullo F. (a cura di), Le emissioni obbligazionarie degli enti territoriali italiani (1996-2002), in Pubblic Finance, n.1 settembre 2003, Roma, pag. 3-14. 8 Come stabilito all’art. 5 della Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 248 del 24 ottobre 2001: ” I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento. È esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.” 9 Questo, ai sensi art. 37 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 1994, n. 304, si traduce nella possibilità di emettere delle obbligazioni solo nel caso in cui gli enti: 1. abbiano registrato un avanzo di amministrazione nei conti consuntivi relativi all'ultimo e al penultimo esercizio precedente quello dell'emissione del prestito; 2. abbiano interamente ripianato gli eventuali disavanzi di gestione dei servizi pubblici gestiti a mezzo di aziende municipalizzate, provincializzate e speciali, nonché gli eventuali disavanzi dei consorzi per la quota a carico del singolo ente locale interessato. 10 Ad esempio per i comuni l’importo annuale degli interessi su un prestito obbligazionario, sommato a quello su mutui e prestiti già contratti in precedenza e da contrarre nell’esercizio di riferimento, non deve superare il 25% delle entrate relative ai primi tre titoli (primi due per le comunità montane) delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene deliberata l’emissione del prestito (art. 204 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti
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Il project financing come strumento di sviluppo del partenariato pubblico privato

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Informazioni tesi

  Autore: Gabriele Porzio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze delle pubbliche amministrazioni
  Relatore: Diana U. Galetta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 197

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partenariato pubblico-privato
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