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Verso la definizione di un nuovo modello di trasferimento tecnologico per le Università Italiane: dalla gestione dell’IPR al Marketing della Ricerca. Esperienze a confronto

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8 Executive Summary Negli ultimi decenni del secolo scorso, le teorie economiche neoclassiche sono state progressivamente sostituite da nuovi modelli economici volti a rappresentare in modo migliore l’importanza del sapere e dell’innovazione nei processi di crescita economica. La nuova attenzione ai processi di apprendimento e diffusione della conoscenza, coadiuvata dalla nascita e dalla diffusione delle tecnologie ICT (information and communication technologies), che ha dato avvio a un crescente fenomeno di trasformazione del sapere tacito in conoscenza codificata, hanno portato gli studiosi a definire questa epoca come l’economia della conoscenza o “knowledge-based economy”. In questo contesto si è assistito anche al superamento dei modelli di innovazione lineare, verso l’affermarsi di modelli di innovazione “a catena” e di innovazione “aperta”, in cui il momento innovativo è il risultato dell’interazione fra una pluralità di attori, principalmente imprese, centri di ricerca ed istituzioni, che insieme compongono il sistema della tripla elica. In questo nuovo paradigma, ciascuno di questi attori ha visto evolvere il proprio ruolo ed anche le università hanno, quindi, visto cambiare la propria missione verso una sempre crescente responsabilità legata alle ricadute socio-economiche che esse sono in grado di generare a vari livelli, dal locale al globale, attraverso le missioni di Ricerca, Formazione e Trasferimento di Conoscenze e Tecnologie (Knowledge and Technology Transfer – KTT). Sebbene Università in tutto il mondo intrattengano rapporti con partner industriali fin dall’inizio del ‘900, l’avvento dell’economia della conoscenza ha dato avvio, a partire dai primi anni ’80, ad un massiccio fenomeno di revisione degli statuti universitari che, sempre più spesso, affiancano alle missioni di ricerca e formazione anche il “terzo pilastro” del KTT. In Italia la nascita dei primi Uffici di Trasferimento Tecnologico (UTT o TTO, dall’inglese “Technology Transfer Offices”) universitari può essere fatta risalire alla fine del secolo scorso, ma il fenomeno si è intensificato solo in anni recenti ed è tuttora in crescita. Attraverso una riflessione sulle esperienze professionali vissute dall’autore, costantemente rapportate alle evidenze empiriche reperibili in letteratura, il presente lavoro di tesi vuole analizzare con approccio critico i casi del progetto ILO Piemonte, per la costituzione di un ufficio di trasferimento tecnologico comune alle tre principali università piemontesi, e di ISIS Innovation, l’organismo di trasferimento tecnologico dell’Università di Oxford, al fine di evidenziarne i principali punti di forza e debolezza e fornire spunti per un nuovo modello di gestione delle attività di KTT nell’università italiana.
Anteprima della tesi: Verso la definizione di un nuovo modello di trasferimento tecnologico per le Università Italiane: dalla gestione dell’IPR al Marketing della Ricerca. Esperienze a confronto, Pagina 2

Informazioni tesi

Autore: Shiva Loccisano
Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Business e Management - Cultura e Impresa
Anno:
Docente/Relatore: Roberto Corradetti
Istituito da: Università degli Studi di Torino
Dipartimento: Statistica e Matematica Applicata
Lingua: Italiano
Num. pagine: 141

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