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Verso la definizione di un nuovo modello di trasferimento tecnologico per le Università Italiane: dalla gestione dell’IPR al Marketing della Ricerca. Esperienze a confronto

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15 speculazione e che forniscono un importante contributo alla produzione di conoscenze economicamente utili. Friedrich List poneva enfasi sulle strutture e le istituzioni che contribuiscono allo sviluppo produttivo attraverso la distribuzione e la creazione di conoscenza. L’idea Schumpeteriana di innovazione, come principale motore delle dinamiche economiche, è stata seguita da studiosi moderni come Galbraith, Goodwin e Hirschman, mentre altri economisti come Romer e Grossman stanno sviluppando nuove teorie [Grossman, 1994; Romer, 1986] per spiegare quali siano le forze che guidano la crescita economica di lungo termine. Secondo le funzioni produttive neo-classiche, i ritorni diminuiscono all’aumentare del capitale, ma questo effetto può essere compensato dal flusso di nuova tecnologia. Sebbene il progresso tecnologico è considerato un motore di crescita non viene fornita nessuna definizione né spiegazione dei processi tecnologici. Nella nuova teoria della crescita, la conoscenza può aumentare il ritorno dagli investimenti, il quale, a sua volta, può contribuire a generare nuova conoscenza. Questo effetto è ottenuto attraverso la messa a punto di processi produttivi più efficienti così come di nuovi prodotti e servizi. Esiste quindi la possibilità di una crescita sostenuta degli investimenti che possa portare ad un continuo aumento del tasso di crescita di un paese. La conoscenza può poi venire trasferita da una impresa o da un settore industriale ad un altro (e non solo), facendo sì che le nuove idee vengano usate ripetutamente con bassi costi aggiuntivi (concetto che viene ripreso, modificato, nella teoria dell’Innovazione Aperta). Questi trasferimenti possono aiutare a superare i limiti imposti alla crescita economica dalla scarsità di capitali. Gli avanzamenti tecnologici sono in grado di aumentare la produttività marginale del capitale attraverso l’istruzione e la formazione della forza lavoro, gli investimenti in ricerca e sviluppo (R&D) e la creazione di nuove strutture manageriali e modelli di business. Analisi di lungo periodo della crescita economica del XX secolo hanno evidenziato come il capitale umano sia stato il fattore di produzione cresciuto più in fretta, tuttavia non ci sono evidenze che indichino che il ritorno degli investimenti in istruzione e formazione si sia ridotto [Abramowitz, 1989]; allo stesso tempo, gli investimenti in conoscenza e competenze sono caratterizzati da ritorni crescenti. Queste considerazioni inducono ad una modifica dei modelli dell’equilibrio neoclassico che erano basati su produzione, scambio ed uso di commodities (prodotti), per passare a considerare produzione, uso e scambio di conoscenze. Non è, tuttavia, facile inserire la conoscenza all’interno delle funzioni produttive standard poiché questo elemento si sottrae ad alcuni dei principi economici fondamentali, come la
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Informazioni tesi

  Autore: Shiva Loccisano
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Business e Management - Cultura e Impresa
Anno:
Docente/Relatore: Roberto Corradetti
Istituito da: Università degli Studi di Torino
Dipartimento: Statistica e Matematica Applicata
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

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