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I servizi sociali: caratteri e profilo giuridico

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Dopo l’unificazione, il Governo italiano decise di non farsi carico direttamente dell’assistenza e delega questo compito alla Chiesa che, già da molti secoli, si occupava non solo di primo intervento e di primo soccorso, ma anche di affrontare problemi di maggiore portata, quali la salute, l’assistenza, l’emarginazione e la prevenzione attraverso la creazione di apposite strutture come lazzaretti, ospedali, orfanotrofi, ospizi, asili infantili e manicomi. La prima legge volta a regolamentare gli enti caritativi fu la legge 3 agosto 1862, n. 753 (legge Rattazzi 11 ), che definì opere pie tutte le istituzioni dedite, esclusivamente o in parte, all’educazione, all’istruzione, all’assistenza e all’avviamento professionale degli appartenenti alle classi meno agiate. Tuttavia tale legge non chiarì se la natura di tali enti fosse pubblica o privata. Con la legge 20 marzo 1865, n. 2248, che riguardava l’unificazione amministrativa del Regno d’Italia, vennero stabilite alcune spese obbligatorie di carattere assistenziale a carico dei Comuni e delle Province; al corposo impegno preso in carico da enti comunale e provinciali si contrappose, invece, il disinteresse dello Stato circa il settore caritativo-assistenziale, specie dal punto di vista economico. A partire dal 1870 la precedente legge n. 753/1862 si rivelò inadeguata poiché vennero rilevati abusi e disfunzioni nella gestione degli enti assistenziali; vennero quindi promosse alcune inchieste governative che portarono nel 1890 al progetto di riforma Crispi 12 da cui sarebbe nata la legge 17 luglio 1890, n. 6972 13 . Lo scopo di quella legge fu di rimediare all’inefficienza gestionale nell’amministrazione delle opere pie e insieme migliorare la vigilanza dell’autorità pubblica 14 . Vi erano due concetti di beneficenza: quella istituzionale, di origine privata, era sottoposta al controllo dello Stato e esercitata dalle istituzioni (IPAB) secondo le regole 11 Urbano Rattazzi (1808 – 1873) fu deputato nel primo parlamento subalpino (aprile 1848) nelle file della sinistra storica, rimase alla camera per 11 legislature. Venne nominato ministro della Pubblica Istruzione nel governo Casati, reggendo per pochi giorni anche il dicastero dell'Industria, dell'Agricoltura e del Commercio; In seguito alla crisi del 1848 e all'avvento al potere nel dicembre di Vincenzo Gioberti, diventò sino al febbraio 1849 ministro di Grazia e Giustizia. 12 Francesco Crispi (1818 – 1901) è stato un politico italiano. Fu presidente del Consiglio dei ministri italiano nei periodi 29 luglio 1887 - 6 febbraio 1891 e 15 dicembre 1893 - 10 marzo 1896. 13 Il principale merito di questa legge fu quello di concepire l’attività di beneficenza, fino ad allora volontaria e sostanzialmente privata, come finalità pubblica, stabilendo i primi passi verso la pubblicizzazione del settore. In particolare l’art. 1 chiarisce il carattere pubblico degli enti caritativi definendoli Istituzioni pubbliche di beneficenza (che prenderanno il nome di IPAB) aventi il fine di “assistere i poveri, malati o sani, di provvedere alla loro istruzione ed educazione, di avviarli a qualche professione, arte o mestiere, e di procurarne in qualunque altro modo il miglioramento morale ed economico”. 14 Alber.j, Dalla carità allo stato sociale, Bologna, 1986, pag 123. 7
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I servizi sociali: caratteri e profilo giuridico

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Informazioni tesi

Autore: Simone Poggio
Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
Anno: 2010-11
Università: Università degli Studi di Torino
Facoltà: Scienze della Formazione
Corso: Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi
Relatore: SilviaMirate
Lingua: Italiano
Num. pagine: 111

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legge 328/2000
evoluzione normativa
normativa sociale
programmazione servizi sociali
competenze nei servizi sociali
tipologie di prestazioni sociali
servizi
ipab
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