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Il Conflitto di Gaza nel Diritto Internazionale

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4 occupato” 16 . Nonostante l‟attuazione del piano di disimpegno, le forze militari israeliane continuarono a mantenere il controllo sui confini, sulle coste e sullo spazio aereo della Striscia, riservandosi il diritto all‟autodifesa, sia preventiva che reattiva, incluso, ove necessario, l‟uso della forza. Israele, inoltre, continuò a tenere sotto il proprio controllo le telecomunicazioni, gli acquedotti, l‟elettricità e le reti fognarie di Gaza, nonché il registro della popolazione. In questi anni crebbero d‟importanza il ruolo e l‟influenza che all‟interno del conflitto rivestivano le organizzazioni estremiste e di rivendicazione votate alla lotta armata - nate all‟indomani della prima Intifada - soprattutto quelle di stampo palestinese, le quali miravano, attraverso attentati e uso della violenza, a indebolire e far ritirare il nemico israeliano che continuava a perseguire una politica di insediamento di nuovi territori agricoli israeliani nei territori occupati. Negli anni più recenti la nuova strategia adottata da uno dei più importanti, se non il più importante movimento radicale palestinese, ossia Hamas 17 , che col tempo era riuscito ad erodere la fiducia ed il consenso creatosi attorno all‟OLP grazie ad un‟azione più incisiva e incentrata anche sull‟uso della forza, si basò sul ricorso ad attentati suicidi contro civili ebrei, così da acuire ancora di più la tensione ed irrigidire la posizione degli israeliani, sempre spalleggiati dall‟alleato americano. Dopo essersi dissociato per anni dagli Accordi di Oslo, il gruppo islamista cambiò la propria posizione in ordine alla legittimità dell‟ANP 16 Rapporto Goldstone, par. 187. In realtà la dichiarazione non fu fatta in seguito al ritiro definitivo delle truppe israeliana da Gaza come asserisce il Rapporto, bensì in precedenza ad esso. La frase è, infatti, una traduzione dal Disengagement Plan of Prime Minister Ariel Sharon, 16 aprile 2004, reperibile all‟indirizzo web http://www.knesset.gov.il/process/docs/DisengageSharon_eng.htm. 17 Hamas (Movimento della resistenza islamica) è nato dall‟organizzazione dei Fratelli Musulmani, che negli anni ‟70 e all‟inizio degli anni ‟80 è stata aiutata dai servizi segreti israeliani a lottare contro l‟OLP. Hamas svolge sia attività politiche e sociali, sia attività militari, quest‟ultime principalmente attraverso le brigate Izz Al-Din Al-Qassam. Gli obiettivi politici di Hamas sono di due tipi: a breve termine l‟organizzazione mira a liberare dall‟occupazione israeliana i territori occupati nel 1967 dopo la Guerra dei Sei Giorni; a lungo termine l‟obiettivo sarebbe la “liberazione” dell‟intera Palestina mandataria dai “sionisti”. In cambio dell‟ottenimento del primo obiettivo Hamas potrebbe concedere ad Israele una tregua decennale, mentre non sarebbe per ora disposta a riconoscere lo Stato ebraico e la validità degli accordi di Oslo del 1993. Si veda P. CARIDI, Hamas. Che cos’è e cosa vuole il movimento radicale palestinese, Milano, Feltrinelli, 2009, pp. 128- 137 e GRESH, Israele, Palestina, op. cit., pp. 99-100.
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Il Conflitto di Gaza nel Diritto Internazionale

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Informazioni tesi

  Autore: Eugenio Carli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Riccardo Pisillo Mazzeschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 220

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