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Le Regioni e il patrimonio culturale nel diritto internazionale, europeo e nazionale. Casi di studio e comparazione tra Italia, Francia e Spagna

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5 Internazionale nonché le misure che quest‘ultima può attivare qualora gli impegni assunti siano disattesi. Successivamente sarà esaminato il quadro delle norme europee, sia del Consiglio d'Europa sia dell'Unione Europea. Le politiche europee riconoscono alle Regioni un ruolo sempre più determinante, sia mediante la partecipazione a programmi ed azioni comunitarie specificamente dedicati a sostegno della cultura sia tramite la realizzazione degli obiettivi di coesione sociale da conseguirsi mediante i sostegni offerti dai diversi Fondi europei. Dopo aver esaminato la normativa internazionale e sovranazionale, sarà indagato il ruolo delle Regioni italiane nel campo del patrimonio culturale a livello nazionale, ricordando che le disposizioni dettate dalla Costituzione e dal vigente codice dei beni culturali (d.lgs. 42/2004) ne attribuiscono la tutela allo Stato e la valorizzazione alle Regioni: le due attività sono strettamente interconnesse, in quanto necessarie ad assicurare la fruizione pubblica dei beni culturali, ma dal riparto di competenze scaturiscono inevitabili conflittualità. Saranno considerate anche le relazioni tra le Regioni ed i soggetti privati, in particolar modo per quanto attiene al fenomeno del mecenatismo. La seconda parte è interamente dedicata all'analisi di tre casi selezionati di studio in cui l'Unesco è intervenuta a tutela di elementi del Patrimonio culturale e naturale dell'Umanità minacciati da scelte promosse dai governi, sia nazionali sia locali. Tra i moltissimi casi disponibili, sono stati scelti quelli avvenuti in tre Regioni europee con competenze diversificate: la Sicilia, Regione italiana caratterizzata da un regime statutario di natura speciale improntato al riconoscimento di ampie fasce di autonomia anche legislativa; l'Aquitania, Regione francese priva di poteri legislativi ma il cui regime giuridico nazionale le riconosce ampi spazi d'intervento, ed infine la Comunità Autonoma di Catalunya, Regione autonoma e con spiccati poteri sia legislativi sia amministrativi. Nei tre casi di studio, dopo aver ricostruito le vicende che si sono sviluppate nel tempo, si esamineranno i sistemi giuridici italiano (approfondendo la tematica attinente alla Regione a statuto speciale), francese e spagnolo e si analizzerà l'intervento dell'Unesco – basato soprattutto sul prestigio conferito dal riconoscimento – e le relazioni attivate tra gli Stati ed i Governi locali. Si illustrerà anche il ruolo giocato a protezione del patrimonio culturale da altre istituzioni, quali il Mediatore Europeo, la Banca mondiale o la Banca Europea per gli investimenti che, benché intervenuti in forma indiretta, hanno sostenuto la realizzazione di tale obiettivo. Questa parte della ricerca è stata svolta principalmente consultando i documenti presenti negli archivi dell'Unesco di Parigi. Inoltre, in previsione della partecipazione della Regione Lombardia e della Città di Brescia alla candidatura seriale "I Longobardi in Italia, i luoghi del potere", si è ritenuto interessante riportare l'esperienza delle persone che stanno operando ai fini di un esito positivo
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Informazioni tesi

  Autore: Candida Bertoli
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in istituzioni, Amministrazioni Politiche Regionali
Anno: 2011
Docente/Relatore: Jacques Ziller
Istituito da: Università degli Studi di Pavia
Dipartimento: Economia, Statistica e Diritto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 365

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