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Il sistema museale in Italia e in Francia: un’analisi giuridica comparata

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18 e storico”, cioè un insieme di valori a cui poter dare un giusto carattere giuridico e una corretta regolamentazione legislativa. I principi fondamentali ai quali Bottai si ispira sono ancora gli stessi dell‟Editto Pacca (1820) e della successiva legge Rosadi-Rava (1909), ma con un notevole miglioramento della tecnica normativa per il mutato spirito dei tempi. Fu una legge fascista perché nata all‟interno del regime ma, quando l‟Italia poté darsi una nuova Costituzione, i valori di quella legge furono condivisi e i membri della Costituente la inserirono tra i principi fondamentali della nostra carta Costituzionale con l‟art. 9. La riforma Bottai si articolò attraverso due leggi: - la l. 1 giugno 1939 n. 1089, “Tutela delle cose di interesse artistico o storico”; - la l. 29 giugno 1939 n. 1497, “Protezione delle bellezze naturali”. Rispetto alla precedente disciplina furono introdotte, con spirito liberale, alcune innovazioni: venne ridimensionato il divieto di esportazione; venne aumentato il margine richiesto per la notifica dei beni privati e per l‟acquisto, da parte dello Stato, delle cose presentate all‟esportazione; venne aumentato il limite dell‟inalienabilità delle cose di proprietà dello Stato e di altri Enti pubblici. La nuova legge, tipicamente corporativa (che attua, cioè, il più alto grado di conciliazione tra le diverse esigenze particolari nell‟interesse superiore della Nazione), ebbe ben chiaro lo scopo di maggior centralizzazione e di rafforzamento delle funzioni del Ministero dell‟Educazione in materia di conservazione, tutela e valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico. 19 Accadde così che Bottai, definito “spirito illuminato”, diede vita a una delle prime normative che resero il bene culturale di fruizione pubblica, perché bene collettivo e non più privilegio dei fortunati possessori. Nei primi due articoli, la l. 1 giugno 1939, n. 1089, presenta un elenco di tipologie dei Beni Culturali che, sebbene non esaustivo, prende in considerazione le cose mobili ed immobili, compresi i carteggi e i manoscritti autografi. Si noti, però, come nella legge non si parli di “Beni” ma di “cose”, cioè beni materiali in senso lato, che acquisiscono valore nei confronti della collettività solo nel momento in cui 19 Cf. Masi A., Bottai custode dell‟arte italiana, in Il Tempo, 19 settembre 2005, p. 15.
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Il sistema museale in Italia e in Francia: un’analisi giuridica comparata

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Di Salvo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia dell'arte
  Relatore: Ruben Razzante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

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