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Il sistema museale in Italia e in Francia: un’analisi giuridica comparata

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13 Si deve aspettare il 1872 ed il Ministro della Pubblica Istruzione Cesare Correnti per scorgere un tentativo di convogliare le diverse legislazioni entro un quadro organico comune. Attraverso varie e molteplici vicissitudini, la prima legge di tutela del patrimonio artistico dell‟Italia unita - presentata per la prima volta al Parlamento nel 1872 - vedrà la luce solo il 12 giugno 1902. Il principio ispiratore della regolamentazione proposta dal Ministro Correnti, presentata nella Relazione del Senato del Regno il 13 maggio 1872, convergeva nel “decoro e interesse nazionale”, dai quali « […] procede la facoltà dello Stato di interdir l‟estrazione dal Regno e le vendite delle opere artistiche […] senza il previo suo beneplacito », considerando che il patrimonio artistico « […] soccorre di necessità all‟incremento della civiltà per mezzo della pubblica educazione, alla grandezza, alla vita nazionale ». 11 Furono però necessari trent‟anni di vita parlamentare e di serrati confronti politici perché l‟originario principio del Ministro Correnti, rielaborato dal Ministro Nasi, divenisse un regolamento composto da ben 418 articoli: la l. 12 giugno 1902, n. 185. Con tale provvedimento ci si prefiggeva l‟obiettivo della “conservazione” di oggetti e monumenti aventi pregio d‟arte o d‟antichità, con esclusione delle opere d‟arte di autori viventi e degli edifici costruiti da meno di cinquant‟anni (art. 1). Veniva inoltre ritenuta meritevole di “conservazione” ogni testimonianza irripetibile dell‟ingegno artistico, poiché si prese coscienza del fatto che la qualità insita nell‟opera d‟arte era propria del bene, non scaturendo invece da un provvedimento dell‟autorità. Finalmente una legge fondamentale che riconosceva all‟autorità dello Stato il compito di farsi garante della tutela del patrimonio artistico e culturale presente sul territorio nazionale. Tuttavia, anche questa legge presentò alcune lacune come l‟assenza di una regolamentazione corretta sulla disciplina delle esportazioni, vera causa della dispersione del nostro patrimonio artistico. Nella definizione di sommo pregio, infatti, rientravano tutte quelle opere che, attraverso la catalogazione prevista dalla stessa legge, erano definite imprestabili. 11 Settis S., Il valore culturale prima di qualsiasi interesse economico, in Il Giornale dell‟Arte, n. 230, 2003, p. 32.
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Il sistema museale in Italia e in Francia: un’analisi giuridica comparata

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Di Salvo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia dell'arte
  Relatore: Ruben Razzante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

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