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Il sistema museale in Italia e in Francia: un’analisi giuridica comparata

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15 - il r.d. 31 dicembre 1923, n. 1889, ripristinò la schedatura dei beni esistenti nello Stato attraverso la compilazione del catalogo dei monumenti e delle opere di interesse storico, artistico e archeologico (tolta con la l. 20 giungo 1909, n. 364); - il regolamento 26 agosto 1927, n. 1917, a favore della custodia, della conservazione e della contabilità del materiale artistico, archeologico, bibliografico e scientifico; - con la l. 7 giugno 1937, n. 1015, si impose una tassa sull‟esportazione di cose d‟interesse archeologico ed artistico; - la l. 22 dicembre 1939, n. 2006, perfezionò il d.l. 2 ottobre 1912, n. 2074 e stabilì il nuovo ordinamento degli archivi del Regno circa l‟obbligo del deposito di copia dell‟inventario degli archivi ecclesiastici presso l‟archivio di Stato di Roma. Questa norma è in vigore ancora oggi per richiamo legislativo contenuto nell‟art. 73 del D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409. Da parte loro, le autorità ecclesiastiche non si opposero ai controlli ma ribadirono la volontà di disporre liberamente del loro patrimonio, senza ingerenze nell‟organizzazione del culto. Fu per questo che, nel rispetto delle legittime aspettative del rito e per garantire la fruizione pubblica nei luoghi ecclesiastici, si realizzarono “ore” di visita culturale nelle chiese e negli edifici sacri, come specifica, all‟art. 28, il r.d. 30 gennaio 1913, n. 363: « NELLE CHIESE, LORO DIPENDENZE ED ALTRI EDIFIZI SACRI LE COSE D‟ARTE E D‟ANTICHITÀ DOVRANNO ESSERE LIBERAMENTE VISIBILI A TUTTI IN ORE A CIÒ DETERMINATE. SPECIALI NORME E CAUTELE, D‟ACCORDO FRA I MINISTERI DELL‟ISTRUZIONE, DEGLI INTERNI E DI GRAZIA E GIUSTIZIA E DEI CULTI, DOVRANNO ADOTTARSI PER LE COSE DI ECCEZIONALE VALORE ESISTENTI IN DETTE CHIESE ED EDIFIZI, NONCHÉ PER GLI STABILIMENTI SACRI IN CUI PER IL LORO PARTICOLARE CARATTERE, SIA NECESSARIO DETERMINARE LIMITAZIONI AL GENERALE DIRITTO DI VISITA DEL PUBBLICO » 13 . Pur con le loro imperfezioni, le leggi Nasi e Rosadi-Rava hanno il merito di aver dato valore e potere legislativo al diritto/dovere da parte dello Stato di tutelare il nostro patrimonio artistico, architettonico e culturale, oltre ad aver fornito gli strumenti per contrastare il primo vero nemico di tale tutela: l‟egoismo privato. 13 R.d. 30 gennaio 1913, n. 363, art. 28, “Regolamento di esecuzione delle leggi 20 giugno 1909, n. 364, e 23 giugno 1912, n. 688, per le antichità e le belle arti”.
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Il sistema museale in Italia e in Francia: un’analisi giuridica comparata

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Di Salvo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia dell'arte
  Relatore: Ruben Razzante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

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