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Vitivinicoltura e innovazione territoriale

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19 che si presta a ricomporre in maniera unitaria fenomeni naturali ed artificiali, all’interno di un quadro territoriale reale. Nel 1946 il geografo Cholley ha denunciato una situazione di insoddisfazione di fronte ai concetti di struttura agraria e di paesaggio rurale, da molti considerati contrapposti e tuttavia utilizzati ad indicare la medesima complessa organizzazione dell’attività agricola e delle sue trasformazioni. Ai due paradigmi di struttura agraria e paesaggio rurale, Cholley preferì la dicitura “combinazione agraria”, al cui interno erano compresi elementi naturali, biologici, umani, politici ed economici. L’interesse della geografia nei confronti dell’agricoltura non deriva dalla forma dei campi o dalla loro rendita fondiaria, quanto, piuttosto, dagli effetti che, in termini di popolamento e di livello di vita , il settore primario è in grado di offrire agli abitanti del villaggio e dell’azienda agraria. Ancor prima della nascita della geografia agraria ad opera dell’economista Gribaudi 2 , l’approccio economico applicativo ha il suo precursore in von Thünen; egli correla le leggi che regolano l’ottimale ripartizione delle colture alla distanza di queste ultime dalla città-mercato, posto che questa si trovi al centro di una pianura uniformemente fertile ed accessibile. Il geografo Sinclair, circa un secolo e mezzo dopo, teorizza che è la vicinanza ad un centro urbano la causa del progressivo allontanamento delle colture dai suoli agrari a esso vicini. I terreni verrebbero lasciati improduttivi in attesa dell’aumento del loro valore immobiliare in funzione dell’espansione topografica dell’abitato. 2 Dino Gribaudi, nato a Torino nel 1902, fu docente universitario di geografia dal 1929 presso l’Istituto Superiore di Magistero, dove divenne titolare di cattedra nel 1935. Nel 1949 successe al padre Piero nella cattedra di Geografia economica della Facoltà di Economia e commercio dell’Università di Torino, di cui fu Preside dal 1962 alla sua prematura scomparsa nel gennaio del 1971. Dal 1964 ricoprì anche la carica di Vicerettore dell’Università. Molto noto e stimato nell’ambiente disciplinare, ricoprì cariche importanti, tra cui quelle di Presidente della Società Geografica Italiana e di Vicepresidente dell’Unione Geografica Internazionale. Seguendo una tradizione che risale a Giovanni Marinelli e passa per il suo maestro torinese Cosimo Bertacchi, Dino Gribaudi ebbe una visione unitaria della geografia come scienza di sintesi, che teorizzò nei suoi scritti e praticò nelle sue ricerche: dalla sua opera giovanile, ma scientificamente già matura, sul Piemonte nell’età classica (1928), alle ricerche di geografia agraria tra gli anni 1930 e ’50, a quelle sulla geografia dell’industria negli anni successivi, alle molte ricerche regionali in Italia e all’estero testimoniate da monografie come quella sul Piemonte (1960) e sull’Italia geoeconomica (1969).
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Vitivinicoltura e innovazione territoriale

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Miccoli
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Gestione dell'ambiente e delle risorse del territorio
Anno: 2007
Docente/Relatore: Fabio Pollice
Istituito da: Università degli Studi del Salento
Dipartimento: Studi Storici dal Medioevo all'età Contemporanea
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 301

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Parole chiave

storia del vino
diffusione della vitivinicoltura
evoluzione paesaggio agrario
innovazione paesaggistica
geografia dell'agricoltura
paesaggi vitivinicoli
vite
vendemmia
vino
tipicità
vitivinicoltura
identità territoriale

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