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Peer Group Ranking di Fondi Comuni di Investimento: Modelli e Tecniche a Confronto

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18 primal viene massimizzato l’ output ponendo i vari vincoli nell’ impiego delle risorse, nel duale la funzione obiettivo è la minimizzazione dei costi ponendo come vincoli i valori marginali delle risorse almeno uguali alla produzione ottenuta. L’ intepretazione degli slacks coincide quindi nelle riduzioni dei costi (risorse) da effettuare, complici delle inefficienze. Da qui emerge l’ importanza di tipo economico di tale funzione. 2.1.2. Limiti ed estensioni nella DEA Il modello CCR, per l’ analisi DEA, si basa sull’ ipotesi di rendimenti di scala costanti. Banker et al. (1984) hanno sviluppato un modello, definito BCC, in cui, oltre ai pesi ottimali, si misura un parametro, in base al quale si può definire se i rendimenti di scala sono costanti, crescenti o decrescenti . Rispetto al modello CCR, la logica è la stessa, ma ciò che cambia dal punto di vista del formulario (per quanto riguarda l’ analisi input oriented) è il coefficiente non vincolato u 0 , che nelle formule 2.1.6a-2.1.8, può assumere valori nulli, positivi o negativi. Ciò vuol dire che i rendimenti di scala saranno costanti se il coefficiente sarà nullo (caso CCR); saranno variabili se tale coefficiente è diverso da zero. Ciò descritto in precedenza non ha tenuto conto di alcune questioni che meritano sicuramente alcune considerazioni e/o soluzioni a riguardo. Prima di tutto, sia il modello CCR che il BCC, si limitano a calcolare un indice di efficienza relativo e che quindi non è un modello esaustivo per classificare le DMU all’ interno del peer group. In altre parole, alcune DMU saranno efficienti e altre no, definendo le rispettive inefficienze degli input e/o output, ma che a loro volta possono risultare inefficienti se venissero utilizzati i pesi, che magari possono avere diversa importanza, delle altre DMU “concorrenti”. Quindi ad esempio in un eventuale ranking avremmo un certo numero di DMU classificate al top della lista alla medesima posizione e le altre DMU complementari invece dalla seconda all’ ultima posizione. Un altro modo per classificare un gruppo di DMU proposto da Sexton et al. (1986) è quello di costruire la cosiddetta Cross Efficiency Matrix ovvero una metodologia che permette di verificare l’ efficienza di ogni DMU calcolata con i pesi ottimali delle altre. Tale matrice (Tabella 2.1) avrà i righe e j colonne in relazione al numero di DMU e illustra l’ efficiency score della DMU j-esima utilizzando i pesi ottimali delle alternative i-esime. Naturalmente se la DMU j-esima sovra-performa le altre avrà dei coefficienti di efficienza abbastanza alti in tutta la sua colonna e viceversa per le DMU sotto-performanti. La diagonale principale esprime gli efficiency score ottenuti con il
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Peer Group Ranking di Fondi Comuni di Investimento: Modelli e Tecniche a Confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Paolo Cosenza
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Andrea Cipollini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

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