Giovani e alcol. Un approfondimento empirico nella realtà feltrina

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15 Il simbolo d‘appartenenza del gruppo diventa così l‘oggetto su cui si focalizza il gruppo durante il rituale. Ma è il rituale stesso che carica di significato quell‘oggetto e che fa sì che in esso tutto il gruppo vi si identifichi. Senza il rituale quell‘oggetto non rappresenterebbe nulla. Venerando i propri simboli, i partecipanti al rituale celebrano il legame che li unisce, e quindi celebrano sé stessi in quanto gruppo. L‘energia e la forza del gruppo riunito ricarica i partecipanti e ne rinnova la fiducia reciproca e l‘adesione al gruppo, ad un Noi (Collins, 1992, pp.242-244). Se durante i secoli il vino ha da sempre rappresentato un forte valore simbolico per le società, significa che intorno ad esso si sono creati delle cerimonie rituali e che le società si identificavano in esso. I simboli vengono creati dalla società ed essi la rappresentano, e quando la società li venera, questi oggetti diventano sacri, impregnando il culto rituale di un forte simbolismo. Il ―capitale simbolico, cioè l‘insieme dei simboli condivisi‖, e l‘energia emozionale derivante dal rituale, tiene unito il gruppo e gli conferisce una certa identità (Collins, 1992, p.251). Le varie società e le varie culture, si sono da sempre avvicinate al vino in svariati modi, e attraverso vari rituali religiosi, che hanno contribuito a definire una particolare identità dei loro membri. Vediamo quindi quali sono state le principali interpretazioni di questa bevanda durante i secoli. Nella cultura europea il vino ha sempre avuto svariate interpretazioni simboliche. Ma, in generale, un grappolo d‘uva è da sempre rappresentazione di abbondanza e di benessere, mentre la vendemmia rappresenta la festa e l‘unione di tutta la comunità. Fin dall‘antichità, la vite e il suo frutto, l‘uva, sono stati decantati ed apprezzati per le loro virtù. I grappoli d‘uva hanno adornato i templi degli dei, simboleggiando fecondità ed abbondanza; il suo nettare inebriante rallegrava gli abitanti dell‘olimpo, e ben presto si sostituì al latte nell‘alimentazione degli anziani. Per quanto riguarda la simbologia, essa cambia a seconda della zona: IN EGITTO il vino era considerato invenzione di Osiride e simboleggiava forza e vitalità (Furlan, Picci, 1991, p.5); qui si riconosceva al vino qualità magico - sacrali, confermate sia nella presenza della divinità con il compito di regolare l‘accesso alla sostanza, sia nell‘uso rituale del vino, prodotto raro in Medio Oriente e in Egitto (Cottino, 1991, p.25). Gli Egizi con i frutti della vite erano soliti adornare le tombe (Furlan, Picci, 1991, p.5) IN GRECIA invece fu Dionisio a farne dono agli uomini. La presenza di Dionisio si ritrova in tutte le parti del quotidiano, sia quello privato, dove il vino veniva usato

Anteprima della Tesi di Silvia Zambelli

Anteprima della tesi: Giovani e alcol. Un approfondimento empirico nella realtà feltrina, Pagina 12

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Silvia Zambelli Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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