Le sofferenze bancarie in Italia. Un modello econometrico di analisi e previsione

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11 sono quindi idealmente scomponibili in due quote: una caratterizzata da un rischio di liquidità più basso, la seconda, quella che statisticamente si trasforma in sofferenze, da un rischio liquidità più alto. É utile quindi, conoscere il tasso di trasformazione delle partite incagliate in sofferenze, dato dal rapporto tra sofferenze e crediti incagliati riferiti ai prestiti erogati nel medesimo anno. 3) I crediti ristrutturati, sono quelli per cui la banca concede una moratoria al pagamento del debito rinegoziando nel contempo tassi inferiori a quelli di mercato; i crediti in corso di ristrutturazione sono quelli per cui il debitore abbia presentato istanza di consolidamento da non più di dodici mesi a una pluralità di banche, in entrambi i casi non rientra il credito complessivo verso la controparte ma solo la quota parte del credito oggetto di consolidamento o di istanza di ristrutturazione; I crediti in sofferenza inoltre costituiscono un indicatore per verificare i parametri economici-patrimoniali delle politiche creditizie della banca, infatti permettono di analizzare: da un lato la stabilità patrimoniale e visti i criteri di vigilanza, la possibilità di sviluppo della banca poiché le sofferenze devono trovare adeguate coperture nei fondi patrimoniali e determinano un successiva svalutazione degli utili e del patrimonio, una volta ascritti come perdita in conto economico; dall’altro lato la capacità della banca di operare svalutazioni (rettifiche di valore ed accantonamenti) sui crediti in sofferenza. Ovviamente non tutte le sofferenze si trasformano in perdite, alcune possono rientrare e tradursi in recupero parziale o totale del credito. Il tasso di trasformazione delle sofferenze in perdite dipende da vari fattori tra cui la presenza di garanzie, la presenza ex ante di un programma di recupero del credito infine l’efficacia delle stesse. Il rischio di perdita del singolo credito può assumere infine, livelli differenti in rapporto ad una serie di variabili inerenti al paese di residenza della controparte, alla forma tecnica del prestito. Nel trattare il profilo di rischio “oggettivo”, si deve ricorrere alla stima della qualità potenziale del portafoglio, ossia il rischio di insolvenza che si cela nel gruppo dei crediti vivi. Il controllo del rischio di insolvenza rispetto al singolo credito è operato automaticamente, tramite rigide istruttorie di fido basate su analisi quali-quantitative di tipo consuntivo e previsionale. Una volta che il fido è concesso, non è possibile procedere ad una valutazione precisa del rischio di insolvenza per ogni credito vivo in quanto, per tutti gli affidamenti a scadenza indeterminata, il valore di realizzazione è indeterminato,

Anteprima della Tesi di Fabio Amedeo Di Nicolò

Anteprima della tesi: Le sofferenze bancarie in Italia. Un modello econometrico di analisi e previsione, Pagina 10

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabio Amedeo Di Nicolò Contatta »

Composta da 211 pagine.

 

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