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Le violazioni del diritto umanitario compiute di membri delle operazioni di mantenimento della pace

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19 Tale requisito ha anche un fondamento giuridico derivante dall’obbligo di rispet- tare uno dei principi basilari su cui si fondano le relazioni internazionali: l’indipendenza sovrana degli Stati ( 15 ). In mancanza di questo presupposto, la presenza delle forze delle Nazioni Unite sul territorio potrebbe essere qualificata come una misura coercitiva ai sensi dell’art. 42 della Carta e rientrerebbe nel quadro del peace-enforcement ( 16 ). Fin dalle prime esperienze, l’Organizzazione ha dimostrato di considerare il con- senso come una condizione di liceità per lo stabilimento delle operazioni di peace-kee- ping: così, ad esempio, particolare rilievo gli è stato attribuito dall’Assemblea Generale ( 17 ), dal Segretario Generale ( 18 ), dal Comitato Speciale ( 19 ) e anche dagli Stati, con di- chiarazioni in sede di approvazione di risoluzioni istitutive di operazioni o scambi di let- tere con il Segretario ( 20 ). Per comprendere la centralità del consenso nel quadro delle operazioni di peace- keeping, basti ricordare quanto accaduto nel 1967 a proposito dell’UNEF I, dislocata nel Sinai e nella zona del Canale di Suez a partire dal novembre 1956 come forza cu- scinetto tra le truppe israeliane, francesi e britanniche da un lato e quelle egiziane dal- l’altro. Pienamente consapevole della difficile situazione sul campo, il Segretario Gene- rale aveva tentato di raggiungere un accordo con il Cairo al fine di evitare un prematuro ritiro del consenso, ottenendo però solo una promessa di agire in buona fede ( 21 ). Nell’a- ( 15 ) Brown D., p. 561. ( 16 ) Di Blase, p. 55. ( 17 ) Second and Final Report of the Secretary-General on the Plan for an Emergency International Uni- ted Nations Force Requested in Resolution 998 (ES-I). Adopted by the General Assembly on 4 November 1956, GAOR, 1 st Emer. Spec. Sess., Agenda Item 5, UN Doc. A/3302, 6 November 1956, par. 9: “[…] the Force, if established, would be limited in its operations to the extent that the consent of the parties concerned is required under generally recognized international law […]”. ( 18 ) Supplement to an Agenda for Peace, nota 4, par. 23: “[…] peace-keeping […] can be employed only with the consent of the parties to the conflict […]”. ( 19 ) Report of the Special Committee on Peacekeeping Operations, GAOR, 57 th Sess., Agenda Item 78, UN Doc. A/57/767, 28 March 2003, par. 46. ( 20 ) Per qualche esempio, si veda Pineschi, pp. 85-87. ( 21 ) L’accordo stipulato dal Segretario Generale con il Presidente della Repubblica Araba Unita (Stato fe- derale formato da Egitto e Siria) è contenuto in Aide-memoire on the Basis for the Presence and Functio- ning of the United Nations Emergency Force in Egypt, GAOR, 11 th Sess., Agenda Item 66, UN Doc. A/ 3375, Annex, 20 November 1956, par. 1.
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Le violazioni del diritto umanitario compiute di membri delle operazioni di mantenimento della pace

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Bianchin
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Diplomazia e organizzazioni internazionali
  Relatore: Tarcisio Gazzini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

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Parole chiave

statuto di roma
responsabilità penale
nazioni unite
uso della forza
legittima difesatribunali penali internazionali
corte penale internazionale
operazioni di peace keaping
caschi blu
diritto umanitario
immunità

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