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Infedeltà patrimoniale e appropriazione indebita: una "convivenza" difficile.

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7 ulteriori requisiti che ne concretizzano il disvalore offensivo, individuabili tutti nel momento impropriativo, per cui ”…muovendo dal presupposto che la distrazione, concepita appunto come uso arbitrario del bene o del denaro non implica necessariamente una impropriazione di esso, bisogna distinguere tra condotte meramente distrattive e condotte distrattive che presentano caratteri assimilabili alla appropriazione…” 9 . Si osserva ancora in dottrina, che “nulla vieta di riconoscere nella distrazione una sottospecie dell’ appropriazione (…), ma a patto che non venga obliterato il requisito chiave dell’ utilizzo in funzione di interessi estranei al dominus e incompatibili con il suo interesse (…). 10 Secondo altra corrente, decisamente più radicale, è possibile desumere la non punibilità della “distrazione” a titolo di appropriazione indebita, dalla mancata espressa tipizzazione di tale modalità di condotta da parte del legislatore nel contesto dell’art. 646 c.p. Nella Relazione ministeriale si legge che l’appropriazione consiste nel “tramutamento del possesso in proprietà”. Ancor più chiaramente nella Relazione del presidente della commissione ministeriale per il progetto del codice penale si legge: “secondo il concetto fondamentale accolto dal progetto, il contenuto del delitto è la lesione del diritto di proprietà da parte del possessore, il quale si sostituisce al proprietario, facendo sua la cosa. Appropriarsi una cosa significa appunto farla entrare nel proprio dominio il che, nel delitto in esame, si verifica attraverso l’inversione del possesso”. Quindi il non aver preveduto e tipizzato la condotta distrattiva nel definire la fattispecie dell’ appropriazione indebita non può che ritenersi fatto significativo della non volontà di reprimerla a siffatto titolo 11 . 9 Fiandaca G. Musco E. “Diritto penale- parte speciale” Volune II, tomo secondo. 3. ed. Bologna 2002, pag. 105 10 Pedrazzi C. “Sui limiti dell’ appropriazione indebita” ( nota a Cass. 4.4.97, Bussei ), in RIDPP, pag. 1441 s. 11 Conforme a questa dottrina Nardone R. “L’infedeltà patrimoniale degli amministratori di società e l’ appropriazione indebita” , in RPE 1995, pag. 88
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Infedeltà patrimoniale e appropriazione indebita: una "convivenza" difficile.

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Informazioni tesi

Autore: Claudia Giacomini
Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
Anno: 2008-09
Università: Università degli Studi di Bologna
Facoltà: Giurisprudenza
Corso: Giurisprudenza
Relatore: FilippoSgubbi
Lingua: Italiano
Num. pagine: 126

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Parole chiave

diritto penale
appropriazione indebita
diritto penale societario
rapporto di specialità
art. 646 c.p.
art. 2634 c.c.
fondi neri
infedeltà patrimoniale

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