Modellizzazione tridimensionale dello spazio archeologico: l'esempio applicativo di Rontana

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15 1.3. L'ARCHEOLOGIA VIRTUALE Si è già detto di come la tecnologia di visualizzazione del calcolo, nata in ambiente scientifico e tecnologico, grazie alla sua eccezionale versatilità, abbia visto crescere il proprio campo d'applicazione, tanto che oggi è possibile fare esperienza di sistemi virtuali anche per generare, navigare ed esplorare ambienti ricostruiti d'interesse storico culturale (FELICORI M. 2003). Quale può essere il contributo della Realtà Virtuale nel campo della ricerca archeologica? Una delle lacune piø evidenti della scienza archeologica è l'impossibilità di svolgere sperimentazione nelle fasi di scavo e di esplorazione stratigrafica: cioè, l'archeologo vede già distrutta gran parte degli oggetti stessi della ricerca. Dunque, la riproduzione virtuale dell'intera fase esplorativa archeologica e la ricostruzione puntuale del paesaggio, potrebbero essere i mezzi indispensabili per procedere a sempre piø corrette stratificazioni. "L'archeologia virtuale rappresenta forse lo stadio ultimo della ricerca, in ragione del fatto che si prefigge di realizzare spazi e ambienti scientifico-informativi altrimenti non perlustrabili, guidando le fasi di indagine con criteri di accesso privi di arbitrarietà" (SARTI A. 1995, p. 110). L'archeologia virtuale, espressione della Virtual Cultural Heritage, vede una sua prima elaborazione teorica nei primi anni Novanta. Il primo a parlare di Virtual Archaeology fu Paul Reilly, che nel 1991 indicò alcuni dei percorsi praticabili dell'archeologia computazionale individuando i suoi punti di forza nella registrazione degli scavi e nella ripetibilità degli scavi stessi attraverso modelli tridimensionali, ipertesti e soluzioni multimediali. Questa visione, dieci anni dopo, si è ampliata fino a comprendere l'applicazione dei metodi di visualizzazione e presentazione di ricostruzioni di ambienti del passato come edifici, paesaggi ed artefatti. Quel concetto iniziale tende così ad essere integrato con tutti quegli elementi che permettono la pubblicazione sempre piø fedele di una complessità di contenuti, spostando l'attenzione dal singolo luogo all'ambiente con tutti i suoi elementi, grazie all'impiego crescente di banche dati che ne raccolgono i particolari (GUIDAZZOLI A. 2007 2 ). La maggior parte dei settori della nostra vita ha visto, attraverso la digitalizzazione, un aumento esponenziale dei dati a disposizione producendo, a

Anteprima della Tesi di Massimiliano Montanari

Anteprima della tesi: Modellizzazione tridimensionale dello spazio archeologico: l'esempio applicativo di Rontana, Pagina 8

Laurea liv.I

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Massimiliano Montanari Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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