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La gestione della sicurezza europea tra governance e frammentazione. Il ruolo delle istituzioni e il caso del Kossovo

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16 istituzionalizzazione dei regimi stessi ha progressivamente rafforzato gli incentivi al loro mantenimento (Keohane & Axelrod, 1993) 5 . Tuttavia, se è vero che i regimi e le istituzioni contribuiscono all’ istituzionalizzazione di pratiche cooperative, è opportuno ricordare che l’insieme di procedure e norme presenti al loro interno crea delle strutture d’informazione che, favorendo la distinzione tra comportamenti legittimi e comportamenti illegittimi, contribuisce a differenziare tra appartenenti al sistema (insiders) e non (outsiders). Gli insiders possono pertanto interpretare e manipolare le informazioni rivolte agli outsiders favorendo, a seconda delle circostanze, meccanismi di inclusione o di esclusione (Keohane, 1998: 8). 1.1.3 Il costruttivismo e le istituzioni. Se la visione istituzionalista alla base delle teorie sui regimi condivide con il realismo l’assunto della centralità dell’attore statale, che si muove sulla base di un calcolo razionale di costi benefici, una visione alternativa del fenomeno cooperativo e dei processi d’istituzionalizzazione viene sviluppata dalle teorie costruttiviste, che pongono particolare enfasi sulla dimensione qualitativa della struttura del sistema internazionale. Secondo questo approccio, le relazioni inter-statali difficilmente potranno essere analizzate tramite una lente che che guarda esclusivamente ad elementi di natura materiale, poichè sistemi di credenze condivise, norme e legami di natura identitaria formano la struttura stessa del sistema internazionali ed esercitano un’influenza sui comportamenti statali dalla quale non si può prescindere (Wendt, 1992, 1994). In quest’ottica, fenomeni di tipo cooperativo, sia su scala regionale sia su scala internazionale, procedono dalla volontà degli attori, soggetti attivi che possono mutare il contesto nel quale interagiscono, di limitare l’impatto di dinamiche competitive con lo sviluppo di “comunità di sicurezza” 6 piø o meno 5 Come vedremo in seguito, alcuni autori hanno utilizzato un approccio teorico istituzionlista- neoliberale per spiegare la sopravvivenza della NATO alla fine della guerra fredda e il suo parallelo processo di allargamento. Cfr. McCALLA, 1996. 6 Il concetto di security community viene per la prima volta formulato da K. Deutsch, che, evidenzia come siano necessarie condizioni specifiche affinchØ queste possano svilupparsi. In particolare, l’autore si riferisce a: la presenza di una compatibilità di valori che guidi il comportamento politico degli stati, ad un modo di vita distinto che attiri i membri, lo sviluppo di capacità amministrative e politiche, la possibilità di ripercussioni positive in ambito
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La gestione della sicurezza europea tra governance e frammentazione. Il ruolo delle istituzioni e il caso del Kossovo

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Bonanni
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Sonia Lucarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

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