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Kosovo. Alla scoperta di cosa celano le ceneri della guerra.

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21 separandola dal resto delle forze turche, mentre con gli altri corpi attaccarono a Kir Kilise il quadrilatero della Tracia e l’esercito turco che lo difendeva, mettendolo in piena rotta (23, 24 ottobre). Ritiratisi sopra una seconda linea di difesa sul pianoro di Lüle Burgaz e di Bunar Hisar, i turchi impegnarono una battaglia campale durata cinque giorni (27, 31 ottobre); ma sconfitti un’altra volta i turchi dovettero ripiegare verso la terza e ultima linea di difesa costituita dalle colline di Ciatalgia, rafforzata a sbarramento del’istmo, da Caraburnu sul Mar Nero alla Baia di Büjük Čekmedže sul Mar Marmara, a poca distanza da Costantinopoli. Su questa buona linea di difesa, cui conferiva saldezza maggiore anche la natura acquitrinosa del terreno antistante, i turchi, rafforzati anche da contingenti asiatici giunti per la via del Mar Nero, poterono sostenere e respingere gli assalti violenti dei bulgari che tentavano di sfondare o di aggirare quelle forti posizioni (17, 19 novembre). Nel frattempo i serbi con tre armate avanzarono nella regione Üsküb- Kumanovo; i turchi che difendevano la Vecchia Serbia, sconfitti a Kumanovo (24 ottobre), si ritirarono a Üsküb inseguiti dai serbi e tosto sgombrarono anche questa località ritirandosi a Monastir, mentre i serbi, invaso il Sangiaccato di Novi Bazar, si spinsero fino all’Adriatico. L’esercito del Montenegro, ricacciato il corpo turco che presidiava l’Albania lo assediò nella fortezza di Scutari. I greci alla loro volta, entrati nell’Albania meridionale vi assediarono Giannina, mentre con l’altro esercito della Macedonia, respingendo le non grandi forze turche, tendevano a Salonicco. Con l’intervento e le insistenze delle grandi potenze e per la diffusione minacciosa di un’epidemia colerica scoppiata a Costantinopoli fu fatta una sospensione d’armi, e drante la tregua si riunirono a Londra i rappresentanti degli Stati belligeranti per trattare la divisione dei territori, l’antagonismo fra Austria e Russia circa la futura sistemazione della regione balcanica, la protesta degli albanesi contro eventuali progetti di spartizione del loro paese, i temporeggiamenti della diplomazia turca ritardarono la conclusione degli accordi. Finalmente le potenze delle due triplici trasmisero a Costantinopoli una formula di pacificazione che comprendeva l’abbandono dei territori balcanici compresa la Tracia occidentale fino ad Adrianopoli (17 gennaio 1913). L’opposizione dei Giovani Turchi, con a capo Enver Pascià, provocò la formazione di un ministero della difesa nazionale che assunse la responsabilità della ripresa della guerra. Riprese le operazioni di guerra (3 febbraio 1913) i turchi dovettero sgombrare Giannina ai greci (7 marzo) e Scutari ai montenegrini (22 aprile), mentre anche Adrianopoli aveva dovuto arrendersi (26 marzo). Intanto la diplomazia europea riprese l’iniziativa della pace, e il Trattato di Londra (maggio 1913) limitava il dominio turco alla linea di Enos-Midia; il resto del territorio turco era assegnato agli Stati balcanici collegati meno il territorio del nuovo Stato di Albania (UTET, 1967). Pareva così conclusa la pace quando scoppiò una controversia tra gli stessi Stati balcanici vincitori (ne mancò in questo dissidio l’opera incitatrice dell’Austria), suscitando una nuova guerra balcanica tra i bulgari che tentarono, con improvviso assalto, di cacciare Serbi e Greci dalle posizioni occupate. Nella nuova guerra intervenne anche la Romania avversa a un eccessivo ampliamento della Bulgaria, i cui vantaggi furono ridotti dal Trattato di Bucarest (agosto 1913). La Romania ottenne la regione di Silistria, la Serbia il territorio fre il Vardar e lo Struma, la Grecia ebbe Salonicco e la Penisola Calcidica con una larga striscia di territorio fino a Cavala; la Turchia conservò Adrianopoli e il territorio compreso fra queste città e la linea di Enos- Midia; alla bulgaria rimase solo la parte meridionale della Macedonia e sul mare il solo
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Kosovo. Alla scoperta di cosa celano le ceneri della guerra.

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Informazioni tesi

  Autore: Elisa Antonietta Blardone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Monica Morazzoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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