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Danza e anoressia. L'ipotesi di Claude Lorin.

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26 Inoltre le ragazze di buona famiglia incominciano a praticare sport e questa era un’altra ragione per eliminare il corsetto che le ingabbiava. Il nuovo stile di vita che vedeva la donna impegnata nella società fece abbandonare definitivamente il corsetto e i vari espedienti per modificare il corpo, infatti sparì definitivamente (O'Hara, 1986). Il corsetto fu molto amato dalla moda degli anni cinquanta dell’800: il corpo grasso, prerogativa di lusso, era solo per le donne di classe sociale elevata dato che potevano permettersi il lusso di restare immobili. La nuova forma è a “clessidra”: il seno e i fianchi ben formosi, mentre la vita più stretta possibile. Va ricordato qui che errori estetici di carattere mondano, dei quali tutte le donne sono schiave, possono indurle a voler restare obese per essere in linea con la moda. Non c’è dubbio che, per avere un decolté vistoso ogni donna si sente obbligata ad avere depositi di adipe intorno al collo, sulle clavicole e sulle mammelle. Ma il fatto è che il grasso si accumula in quelle regioni con gran difficoltà e, anche senza esaminare queste donne, possiamo essere sicuri che addome, fianchi ed estremità inferiori sono irrimediabilmente grassi.[……] 22 Isadora Duncan fu una delle prime donne a liberarsi del corsetto contribuendo a rendere l’abbigliamento delle donne meno restrittivo di quello allora in voga, sostenendo la linea esotica e fluida dello stilista francese Paul Poiret (O'Hara, 1986). Ballerina e coreografa con le sue veste morbide , fluttuanti e con le sue danze a piedi nudi scandalizzò il pubblico di S. Francisco, New York e Chicago. Per la danzatrice il balletto era qualcosa di vecchio che doveva essere rivoluzionato. Gli americani avevano perso il rapporto col proprio corpo e con la terra decretato dall’uso delle scarpette da punta. E gli americani avevano perso il contatto, anche loro, del corpo con l’uso del corpetto. La sua era una danza libera e non tesa e impositiva come il balletto classico; per dare queste sensazioni era necessario l’uso di una tunica morbida che vivesse coi suoi movimenti fluidi. Il corpetto e le scarpette da punta furono due oggetti abbandonati dalla Duncan che con le sue performance a piedi nudi e le vesti morbidi e fluttuanti, scandalizzò il pubblico americano. 21 Francis Heckel, Les grandes et petites obésités, Parigi, Masson et Cie, 19911. Cit. in Vincent Lawrence M., 1979, Competing With the Sylph: Dancers and the Pursuit of the Ideal Body Form, p. 31 della traduzione italiana.
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Indice dalla tesi:

Danza e anoressia. L'ipotesi di Claude Lorin.

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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Bracci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze e tecnologie delle arti figurative, musica, spettacolo e moda
  Relatore: Concetta Lo Iacono
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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