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Danza e anoressia. L'ipotesi di Claude Lorin.

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23 Corsetto I primi busti che conosciamo comparvero nel XVI secolo ed erano in metallo con una lunga punta davanti; i busti in ferro sparirono molto presto a causa della loro dolorosa scomodità e vennero sostituiti dai corpetti aderenti con due strati di tela cuciti per ottenere una maggiore rigidit{. Nel ‘500 fu irrigidito dalle stecche di balena per creare un pannello frontale duro e rigido. Durante il ‘700 diventò un indumento scollato e molto attillato. Figura 8 Tipico corsetto ottocentesco con ossi di balena che comprimeva il punto vita delle fanciulle. E’ probabilmente nel XIX secolo che conobbe la sua massima diffusione per ottenere la linea a vita stretta (la moda voleva circa 40 cm. di circonferenza) tanto ambita dalle fanciulle dell’epoca. Furono riprese le stecche di balena di fine rinascimento e inserite nella struttura di tessuto per rendere il corsetto più rigido. Poteva essere allacciato anteriormente o posteriormente all’altezza della vita con una serie di lacci che non richiedevano l’aiuto di alcuno. La fine del XIX secolo vide la produzione di un corsetto allungato oltre la vita che stringeva anche una parte dei fianchi evidenziando il busto e dando al corpo della donna la tipica forma ad “S”. Il corsetto fu oggetto di controversie a partire dal 1850 quando riformisti europei e statunitensi, sostenuti dai medici, si pronunciarono contro la stretta allacciatura che procurava danni
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Danza e anoressia. L'ipotesi di Claude Lorin.

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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Bracci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze e tecnologie delle arti figurative, musica, spettacolo e moda
  Relatore: Concetta Lo Iacono
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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