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Basilea 3: l'evoluzione della normativa finanziaria a seguito della crisi dei mercati finanziari

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6 CAP. 1 LE ORIGINI DEGLI ACCORDI SUL CAPITALE (BASILEA I E II) 1.1. L'equilibrio di gestione della banca La continuità degli equilibri reddituale, finanziario e patrimoniale, è condizione imprescindibile per il corretto funzionamento della banca. La garanzia di un' adeguata riserva di liquidità permette alla banca di operare come trasformatore di scadenze iscrivendo in bilancio passività (depositi) di breve scadenza e concedendo in cambio crediti (a lunga scadenza) che andranno a finanziare l'economia reale. Questo processo di trasformazione, tuttavia non è esente da rischi: di fatto la banca include nell'importo dei prestiti concessi, uno spread definito premio di liquidità, necessario a remunerare il fattore di rischio sottostante il processo produttivo. Accanto a questo rischio di liquidità, la banca deve gestire un'altra tipologia di rischio che in un certo qual senso, può compromettere la sopravvivenza stessa dell'intermediario creditizio: il c.d. rischio di credito. Oltre che gestire le scadenze, la banca svolge un importante ruolo di trasformatore dei rischi, in quanto trasferendo risorse all'economia reale attraverso i prestiti (media-lunga durata), tutela i depositanti che desiderano unicamente risparmiare-investire in prodotti finanziari di breve durata o rimborsabili a vista (depositi), che presentano rischio quasi nullo ed elevata liquidità. Come si vedrà in seguito, la gestione del rischio di credito è stata ampiamente definita dal Comitato di Basilea che ha indicato quelli che sono i requisiti patrimoniali di vigilanza necessari affinché si possano attenuare gli effetti di un'eventuale insolvenza. Nello specifico, la banca si tutela dal verificarsi del rischio, attraverso l'applicazione del già citato credit spread. Questo fa si che un'eventuale perdita attesa (EL) compresa possa essere compensata con il premio al rischio richiesto ai propri debitori. Il vero problema sorge nel momento in cui si manifesta la perdita inattesa (UL) che erode il patrimonio dell'intermediario. Con Basilea I prima e, successivamente, con Basilea II che ha migliorato l'efficacia di Basilea I, è stato richiesto ad ogni intermediario creditizio deposit-funded, di disporre di un patrimonio di vigilanza pari almeno all'8% delle attività ponderate per il rischio.
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Basilea 3: l'evoluzione della normativa finanziaria a seguito della crisi dei mercati finanziari

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Informazioni tesi

  Autore: Agostino Gambone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Ugo Pomante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

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