Basilea 3: l'evoluzione della normativa finanziaria a seguito della crisi dei mercati finanziari

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7 1.2. L'Accordo sul Capitale del 1988 Nel corso degli anni Settanta del secolo scorso, si è assistito ad una progressiva diminuzione del grado di patrimonializzazione delle banche. Il rapporto tra capitale e totale dell'attivo, un tempo particolarmente elevato, si è ridotto drasticamente 1 . La necessità di garantire la solvibilità delle banche ha portato il Comitato di Basilea, presieduto dalle autorità di vigilanza dei maggiori paesi del mondo, a definire un coefficiente di solvibilità dato dal rapporto tra il patrimonio di vigilanza (RC) e le attività ponderate per il rischio. Il rapporto richiedeva un quoziente maggiore o uguale all' 8%: % 8 * /   i i i w A RC Il patrimonio di vigilanza può essere distinto in due parti: il patrimonio di base, o tier I capital, e il patrimonio supplementare, o tier 2 capital. Il patrimonio di base rappresenta lo "zoccolo duro" . Esso è formato dal capitale versato, dalle riserve (sovrapprezzo azioni, riserva legale ecc.) e da determinati fondi residuali (non legati cioè alla copertura di specifiche perdite). Oltre a questi elementi, sono stati introdotti nel computo gli strumenti innovativi di capitale come le preference share, che vanno a formare il lower tier I del patrimonio di base. Il tutto, al netto di rettifiche, avviamento ed eventuali voci da dedurre, previste dall'autorità. Per quanto riguarda il patrimonio supplementare, esso è composto da riserve di rivalutazione cespiti, fondi rischi, strumenti ibridi di patrimonializzazione e prestiti subordinati ordinari, ovvero prestiti che vengono rimborsati subordinatamente al preventivo soddisfacimento di altri creditori. Da questo patrimonio vanno dedotte le eventuali svalutazioni su crediti e le minusvalenze sui titoli. Il patrimonio supplementare così calcolato, non potrà mai eccedere quello di base. La portata di questo Accordo è stata senz'altro innovativa dato che promuoveva l'adozione di misure comuni volte a garantire maggiore stabilità nei mercati finanziari internazionali. Di fatto, il sistema di adeguatezza patrimoniale avviato dall'Accordo del 1988 ha retto con sufficiente solidità le sorti dei sistemi finanziari sviluppati per oltre un ventennio 2 . Tuttavia, alle soglie del nuovo millennio, i limiti rappresentati dall'Accordo di Basilea I sono apparsi sempre più evidenti. I criteri di ponderazione del rischio erano rappresentati unicamente da cinque categorie (0%, 20%, 50%, 100%, 200%). Le tipologie di attività con i relativi pesi di ponderazione sono riportati nella Tabella 1.1 3 : 1 Fonte : Resti A. , Sironi A. (2008) 2 Fonte: De Laurentis G. , Caselli S. (2006) 3 Fonte: Petrulli M. (2007) (1)

Anteprima della Tesi di Agostino Gambone

Anteprima della tesi: Basilea 3: l'evoluzione della normativa finanziaria a seguito della crisi dei mercati finanziari, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Agostino Gambone Contatta »

Composta da 37 pagine.

 

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