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L'implementazione del SISTRI nella tracciabilità dei rifiuti: vantaggi e criticità

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12 Le terre e rocce da scavo possono essere utilizzate come sottoprodotti per riempimenti, reinterri, rimodellazioni e rilevati, quindi non essere classificate come rifiuti, quando sussistono le condizioni previste dall’art.186, comma 1 12 . 1.2 LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI Secondo il rinnovato articolo 188-ter non tutte le categorie di imprese produttrici di ri- fiuti sono tenute ad aderire al nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, ma soltanto quel- le che producono rifiuti pericolosi e alcune particolari imprese con più di dieci dipen- denti che producono rifiuti speciali non pericolosi. Analizzare la classificazione dei ri- fiuti è pertanto importante al fine di valutare se l’azienda in questione ha l’obbligo o meno di iscrizione al nuovo sistema telematico di registrazione dei rifiuti. Ai sensi dell’articolo 184 i rifiuti sono classificati secondo l’origine in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi 13 . 12 Queste condizioni presuppongono che le terre e rocce da scavo: a) siano impiegate direttamente nell'ambito di opere o interventi preventivamente individuati e definiti; b) sin dalla fase della produzione vi sia certezza dell'integrale utilizzo; c) l'utilizzo integrale della parte destinata a riutilizzo sia tecnica- mente possibile senza necessità di preventivo trattamento o di trasformazioni preliminari per soddisfare i requisiti merceologici e di qualità ambientale idonei a garantire che il loro impiego non dia luogo ad e- missioni e, più in generale, ad impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da quelli ordinariamente consentiti ed autorizzati per il sito dove sono destinate ad essere utilizzate; d) sia garan- tito un elevato livello di tutela ambientale; e) sia accertato che non provengono da siti contaminati o sot- toposti ad interventi di bonifica ai sensi del titolo V della parte quarta del presente decreto; f) le loro ca- ratteristiche chimiche e chimico fisiche siano tali che il loro impiego nel sito prescelto non determini ri- schi per la salute e per la qualità delle matrici ambientali interessate ed avvenga nel rispetto delle norme di tutela delle acque superficiali e sotterranee, della flora, della fauna, degli habitat e delle aree naturali protette. In particolare deve essere dimostrato che il materiale da utilizzare non è contaminato con rife- rimento alla destinazione d'uso del medesimo, nonché la compatibilità di detto materiale con il sito di de- stinazione; g) la certezza del loro integrale utilizzo sia dimostrata. 13 Questa classificazione è tipicamente italiana, a livello europeo non c’è la distinzione tra rifiuti urbani e rifiuti speciali ma vi è la distinzione tra i primi e quelli pericolosi e non pericolosi. A differenza di quanto previsto poi dalla normativa previgente che escludeva i rifiuti urbani dall’essere pericolosi, oggi i rifiuti urbani possono essere pericolosi e non pericolosi.
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L'implementazione del SISTRI nella tracciabilità dei rifiuti: vantaggi e criticità

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Informazioni tesi

  Autore: Angela Flocco
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Alberto Simboli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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